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ASCOLTA il POPOLO che DIO stà ISTRUENDO, PREPARANDO e ORGANIZZANDO per SUPERARE la GRANDE TRIBOLAZIONE - pag. 1


ASCOLTA
... IL POPOLO
CHE DIO STA ISTRUENDO,
PREPARANDO E ORGANIZZANDO
PER SUPERARE LA GRANDE TRIBOLAZIONE

(Inizio articolo)

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Imm. 1
La nostra società “liquida” è prigioniera della crisi mondiale

Potranno sopravvivere solo coloro che diventeranno “solidi” nella fede.

Il XX secolo ci ha spalancato le porte ad un nuovo incubo mondiale: ogni volta che una grave crisi economica si abbatte sulla nostra società, essa produce profonde trasformazioni nella sua struttura e nei suoi valori. Ad esempio, la famosa crisi finanziaria del 1929 ha messo fine ai cosiddetti “anni ruggenti”, un periodo di grande sviluppo economico, ma anche di sfrenato liberalismo, di estremo disordine, di pericolosa spensieratezza e di insensati eccessi. Con la crisi del 1929 sono ricomparsi lo spettro della disoccupazione, della miseria, l’incertezza ed il timore del futuro, quindi hanno fatto la loro comparsa le dittature e la tragedia della seconda guerra mondiale. L'attuale crisi finanziaria ed economica avrà un seguito molto più nefasto, perché produrrà un profondo cambiamento nel nostro mondo, qualcosa a cui i miliardi di persone oggi viventi non sono assolutamente preparate.

Imm. 4

La nostra società ha una struttura molto fragile, è disunita, al punto che il sociologo polacco Zygmunt Bauman l’ha definita come una “società liquida”. Questo perché non esistono strutture forti, legami duraturi, desideri, progetti, speranze. In essa tutto è liquido, labile: certezze, ideologie, patti, impegni, amori. L'individuo si preoccupa soltanto del proprio benessere individuale, del suo piacere immediato, della chiacchiera, dei consumi usa e getta.
Duemila anni fa Gesù Cristo ebbe molto da dire in merito all’attuale società che ha preso corpo dall’anno 1914 con lo scoppio della prima guerra mondiale. Nel capitolo 24 del vangelo di Matteo, 13 di Marco e 21 di Luca, Cristo ha descritto una società mondiale devastata da guerre, penurie di viveri, terremoti catastrofici, cattivi maestri in campo sociale e politico e falsi maestri in campo religioso. L’unica nota positiva sarebbe stata un’opera di proporzioni mondiali così descritta: Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. — Matteo 24:14, TNM.
Gesù non nascose quello che sarebbe stato il drammatico epilogo dell’intera società:

Poiché allora ci sarà grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora, no, né accadrà più. Infatti, a meno che quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne sarebbe salvata; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati”. — Matteo 24:21, 22, TNM.

Dalle parole di Gesù è chiaro che questa grande tribolazione sarà diversa da tutte le gravi crisi mondiali precedenti, perché sarà voluta da Dio per giudicare la nostra società. Gesù ha dato anche precise istruzioni per la sopravvivenza:

Prestate attenzione a voi stessi affinché i vostri cuori non siano aggravati dalla crapula nel mangiare e nel bere e dalle ansietà della vita e quel giorno non piombi all’improvviso su di voi 35 come un laccio. Poiché verrà su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 State svegli, dunque, supplicando in ogni tempo affinché riusciate a scampare da tutte queste cose destinate ad accadere, e a stare in piedi dinanzi al Figlio dell’uomo”. — Luca 21:34-36, TNM.

COSA RICHIEDE DIO
DALLA
GRANDE FOLLA CHE PROTEGGERÀ
DURANTE LA PROSSIMA GRANDE TRIBOLAZIONE
CHE COINVOLGERÀ L’INTERA TERRA

 Imm. 2Imm. 3

Secondo le parole di Gesù ci stiamo rapidamente avvicinando alla predetta “grande tribolazione”, di conseguenza occorre usare con saggezza il breve tempo rimasto. Se continuate nella lettura avrete modo di conoscere quante altre informazioni Dio ha provveduto al suo popolo affinché possa superare la grande tribolazione”. Dio vuole che tutti coloro che sospirano e gemono per tutte le cose disgustati che offendono Dio che vengono fatte in questa società (Ezechiele 9:4) si mostrino attivi e coerenti. Gesù esortò: “Prestate attenzione a come ascoltate [o leggete]; poiché a chi ha sarà dato dell’altro, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che immagina di avere”. (Luca 8:18, TNM)
Questo significa sopravvivere o distruzione eterna. Quindi questo articolo è stato scritto in unun’ottica di ministero cristiano che si inserisce nella predicazione mondiale della buona notizia del Regno menzionata da Gesù in Matteo 24:14. Ascoltando il messaggio di questa buona notizia è possibile imparare a cercare e a conoscere il popolo che Yahweh sta progressivamente 1) - istruendo e, 2) - rafforzando, per esser pronto ad affrontare questi due grandiosi avvenimenti:
1) - Sopravvivere alla predetta grande tribolazione che giungerà al suo culmine nella situazione mondiale di Har-Maghedon (Rivelazione 14:14, 16)

2) -
Accingersi alla grandiosa opera di trasformare la Terra in un paradiso mondiale.
Prossimamente ci attendono tempi molto difficili, ma possiamo sopravvivere prestando ascolto all’esortazione dell’apostolo Pietro che oggi è rivolta ai veri cristiani: “Ma prendete la vostra determinazione contro di lui [Satana il Diavolo], solidi nella fede, sapendo che le stesse cose in quanto alle sofferenze si compiono nell’intera associazione dei vostri fratelli [che sono] nel mondo”. — 1 Pietro 5:9, TNM.

ACCURATA CONOSCENZA
e non
meschino
FORMALISMO IPOCRITA

Imm. 5È importante sapere cosa sta facendo Dio per istruire e rafforzare spiritualmente il suo popolo in vista degli avvenimenti prossimi venturi. Innanzi tutto Dio vuole emancipare il suo popolo dallo stato di ignoranza. Gesù disse: “Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. (Giovanni 17:3, TNM) Cosa significa questo? Una pubblicazione di esegesi biblica dice:

“Il termine greco qui tradotto ‘acquistare conoscenza’ o ‘conoscere’ è il verbo ginòsko, e la versione della Traduzione del Nuovo Mondo vuole trasmettere nel modo più pieno possibile il significato di questo termine. Il significato fondamentale di ginòsko è “conoscere”, ma questo termine ha diverse sfumature di significato. Notate le seguenti definizioni:

“GINŌSKŌ (γινώσκω) significa acquistare conoscenza, venire a conoscere, riconoscere, capire o capire appieno”. (W. E. Vine, Expository Dictionary of New Testament Words) Pertanto, tradurre ginòsko ‘acquistare conoscenza’ non significa ‘cambiare la Bibbia’, come hanno insinuato alcuni critici della Traduzione del Nuovo Mondo. Nel trattare le diverse sfumature di significato che il termine può abbracciare, il noto lessicografo James Hope Moulton afferma: “Il presente attivo, γινώσκειν, esprime un’azione durativa, ‘stare acquistando conoscenza’”. — A Grammar of New Testament Greek.

A Grammatical Analysis of the Greek New Testament
spiega che, in Giovanni 17:3, ginòsko “implica un processo continuo”. Un ulteriore commento su questo termine greco compare in Word Studies in the New Testament, di Marvin R. Vincent, dove si legge: “La vita eterna consiste nella conoscenza, o meglio nel perseguire la conoscenza, visto che il tempo presente indica una durata, una percezione progressiva”. (Il corsivo è dell’autore). A. T. Robertson, in Word Pictures in the New Testament, suggerisce di tradurre il termine “che continuino a conoscere”.

Pertanto, nel greco originale, le parole di Gesù in Giovanni 17:3 implicano uno sforzo continuo per arrivare a conoscere il vero Dio e suo Figlio Gesù Cristo, e questo è ben espresso nella versione della Traduzione del Nuovo Mondo. Questa conoscenza la acquistiamo studiando con diligenza la Parola di Dio e conformando ubbidientemente la nostra vita alle sue norme. (Confronta Osea 4:1, 2; 8:2; 2 Timoteo 3:16, 17). E qual è l’eccellente ricompensa che attende coloro che vengono a conoscere la personalità di Dio e quella di suo Figlio e poi cercano di imitarla? La vita eterna!”. — The Watch Tower, 1/3/1992 p. 23.
Si tratta di una conoscenza pratica, perché significa imitare la personalità di Dio e di suo figlio Gesù Cristo e agire come loro in famiglia, nella società e nella comunità cristiana. Nel libro Uniti nell’adorazione del solo vero Dio si legge:
“Dio non ha intenzione di condurre nella sua organizzazione persone che si limitino a dire di credere in Geova e di voler vivere nel Paradiso, ma che continuino a perseguire i loro interessi egoistici. Vuole che gli uomini pervengano all’“accurata conoscenza della sua volontà” e che ne diano prova nella loro vita. (Col. 1:9, 10) Quando una persona sensibile apprende gli insegnamenti basilari della Bibbia, prova il desiderio di progredire verso la maturità cristiana. Vuole imparare a conoscere intimamente Geova, come pure ampliare e approfondire il proprio intendimento della sua Parola e metterla sempre più in pratica nella propria vita. Cerca di assomigliare al suo Padre celeste, riflettendone le qualità e vedendo le cose dal Suo punto di vista. Questo la spinge a cercare vari modi per partecipare il più possibile all’opera che Dio sta facendo compiere sulla terra nei nostri giorni. È quanto state facendo?”. — Op. cit., WTB&TS, p. 7.
Questo vale per tutti coloro che vogliono onorare il termine “cristiano”. In altre parole, Dio non vuole finti cristiani o ipocriti fra il suo popolo.

Imm. 6Avete mai visto un cattolico, un protestante, un evangelico, un battista, ecc. ecc., che viene alla vostra porta e vi parla di quello che Dio ha in programma di fare: 1) ora, 2) prossimamente, 3) nei prossimi 1000 anni? Non è difficile rispondere: i cattolici si preoccupano di sventolare le bandierine gialle del Vaticano per acclamare il passaggio del loro dio, il Papa, gli evangelici, i protestanti, i battisti si impegnano nel sociale, ma alla fine questo mondo, nemico di Dio, sta andando di male in peggio”, come si legge in 2 Timoteo 3:13.

Malgrado gli apostati cerchino di gettare biasimo sul popolo di Dio, con mezze verità infarcite di tante menzogne, la corruzione dilaga a tutti i livelli, specialmente nel mondo della cristianità. La storia passata e presente mostra che le religioni della cristianità hanno usato metodi coercitivi per imporre la loro dominanza religiosa. Durante la Riforma, l’imposizione coatta di una religione a un’intera popolazione era espressa dalla norma cujus regio, illius et religio (che in sostanza significa: “chi governa un paese ne decide anche la religione”). — The Catholic Encyclopedia.

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Battesimi a confronto.
A sinistra un tipico battesimo cattolico di un neonato compiuto per aspersione ed imposizione. A destra un battesimo di un adulto compiuto per immersione e per scelta personale dai Testimoni di Geova.

Ad un importante convegno tenuto il 16 novembre 2000 dalla Commissione statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale, uno dei partecipanti ha fatto una distinzione fra chi cerca di costringere la gente a convertirsi e l’attività dei Testimoni di Geova. È stato messo in evidenza che la predicazione dei Testimoni di Geova si svolge in modo tale che la persona contattata è libera di dire semplicemente: “Non mi interessa”, di chiudere la porta e non ascoltare il loro messaggio. I Testimoni di Geova non battezzano i neonati, non impongono la loro religione con battesimi forzati in età neonatale, come invece avviene specialmente nel mondo cattolico. Secondo il programma catechistico cattolico, i bambini sono forzati a seguire i ‘sacramenti’ della comunione e della cresima, ma nessuna forma di addestramento è predisposta per bambini, ragazzi e adulti in vista della vera opera cristiana: l’evangelizzazione.
Imm. 8Nel I secolo chi prendeva parte all’opera di evangelizzazione? I fatti mostrano che tutti i cristiani erano evangelizzatori. Lo scrittore William S. Williams ha osservato: “Le testimonianze sono concordi nell’indicare che nella Chiesa primitiva tutti i cristiani ... predicavano il vangelo”. Riguardo agli avvenimenti del giorno di Pentecoste del 33 E.V. la Bibbia dice che tutti [uomini e donne] furono pieni di spirito santo e cominciarono a parlare diverse lingue, come lo spirito concedeva loro di esprimersi. Col tempo fra gli evangelizzatori ci furono uomini e donne, giovani e vecchi, schiavi e liberi. (Atti 1:14; 2:1, 4, 17, 18; Gioele 2:28, 29; Galati 3:28) Quando la persecuzione costrinse molti cristiani a fuggire da Gerusalemme, quelli che erano stati dispersi andarono per il paese dichiarando la buona notizia della parola”. (Atti 8:4) Non solo pochi incaricati, ma tuttiquelli che erano stati dispersievangelizzavano.
Imm. 9Fu così in tutti quei primi anni che caratterizzarono i decenni del I secolo a seguire dal giorno di pentecoste del 33 E.V., quando nacque il cristianesimo. Gesù aveva profetizzato: Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. (Matteo 24:14, TNM) Nell’adempimento limitato che queste parole ebbero nel I secolo, la buona notizia del Regno fu estesamente predicata (come rivela Colossesi 1:23) prima che l’esercito romano distruggesse il sistema politico-religioso giudaico nel 70 E.V.
Inoltre tutti i seguaci di Gesù ubbidirono al suo comando: Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”. (Matteo 28:19, 20, TNM) I primi cristiani non esortavano le persone a riporre fede in Gesù per poi abbandonarle a se stesse, come fanno alcuni predicatori moderni. Insegnavano loro a divenirediscepoli di Gesù, li organizzavano in congregazioni cristiane e li addestravano nel ministero cristiano affinché a loro volta potessero predicare la buona notizia del Regno e fare discepoli. (Atti 14:21-23) Oggi solo i Testimoni di Geova seguono lo stesso modello neotestamentario. Dopo le origini del I secolo, il cristianesimo è mutato in apostasia e come conseguenza l’opera di evangelizzazione è stata abbandonata e al suo posto è subentrata la conversione forzata delle persone o proselitismo. La parola greca prosèlytos indica un “convertito”. Da essa viene l’italiano “proselitismo”, che basilarmente indica il fare convertiti.
Imm. 10Secondo il parere di certi esperti il proselitismo sarebbe socialmente dannoso. Un documento pubblicato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese parla addirittura del “peccato di proselitismo”. Per quale motivo? Un periodico cattolico ha osservato: “A seguito delle martellanti lamentele degli ortodossi, ‘proselitismo’ ha assunto il significato di conversione forzata”. (Catholic World Report) Bisogna notare due cose: 1) che il proselitismo è diverso dall’evangelizzazione e può essere addirittura dannoso per la società e 2) che quasi tutte le grandi religioni hanno svolto conversioni forzate. Ad esempio, Gesù disse che il proselitismo degli scribi e dei farisei recava un danno terribile ai loro convertiti. (Matteo 23:15)
Di sicuro la “conversione forzata” è gravemente sbagliata. Secondo lo storico Giuseppe Flavio, quando il maccabeo Giovanni Ircano ebbe soggiogato gli idumei, “permise loro di rimanere nella loro regione fino a quando si sottoponevano alla circoncisione e a vivere conforme alle leggi dei Giudei”. (Antichità giudaiche, XIII, 257) Se volevano vivere sotto la dominazione giudaica, gli idumei dovevano abbracciare la religione ebraica. Secondo gli storici, nell’VIII secolo E.V. Carlo Magno sconfisse i sassoni dell’Europa settentrionale, che erano pagani, e li costrinse con la forza a convertirsi al cattolicesimo. Ma quanto erano sincere le conversioni dei sassoni o degli idumei? Per esempio, quanto era genuino l’attaccamento all’ispirata Legge mosaica del re idumeo Erode, che cercò di far uccidere il bambino Gesù? — Matteo 2:1-18
Imm. 11Oggi esistono casi di conversione forzata? Risulta che certi missionari della cristianità offrano borse di studio all’estero a potenziali convertiti. Oppure costringono un profugo affamato ad ascoltare una predica prima di dargli una razione alimentare. Secondo una dichiarazione fatta nel 1992 ad un raduno di vescovi ortodossi, “il proselitismo si manifesta a volte con allettamenti materiali e a volte con varie forme di violenza”. Costringere qualcuno a cambiare religione è fortemente sbagliato. Di sicuro i Testimoni di Geova non agiscono in questo modo. Perciò non fanno proselitismo nel senso in cui viene intesa oggi la parola. Piuttosto, come i cristiani del I secolo, evangelizzano, cioè predicano la buona notizia a tutti.
 Chiunque, di sua spontanea volontà, sia disposto ad ascoltare è invitato ad approfondire l’argomento mediante uno studio biblico. Questi interessati imparano a riporre fede in Dio e nei suoi propositi, una fede basata non sulla credulità ma sull’accurata conoscenza della Bibbia. Come risultato invocano il nome di Dio, Geova, per essere salvati. (Romani 10:13, 14, 17) Che accettino la buona notizia o no, è una loro decisione personale. Non c’è alcuna coercizione. Se ci fosse, la conversione non avrebbe alcun valore. Per essere gradita a Dio l’adorazione deve venire dal cuore. (Deuteronomio 6:4, 5; 10:12) La figura sopra mostra due Testimoni di Geova che conversano con una donna su un argomento di natura spirituale usando la Bibbia per sostenere le loro asserzioni.
Purtroppo l’ignoranza biblica è talmente diffusa che molte persone non hanno la più pallida idea di cosa sia il vero cristianesimo e nemmeno sanno che le religioni della cristianità sono espressioni del falso cristianesimo. Di conseguenza non sentono né l’urgenza né il bisogno di conoscere la verità su Dio, illudendosi di sapere tutto quello che c’è da sapere su di Lui. Se non si correggono in tempo, questo errore li porterà a subire l’avverso giudizio di Dio. Come potrete esaminare nel prossimo sottotitolo, la differenza tra il vero cristianesimo e il falso cristianesimo non riguarda solo gli aspetti dottrinali, ma l’intero modo di vivere della persona.

LA SUA
PAROLA, LA BIBBIA
DICE CHIARAMENTE COSA NON È
E COSA È IL VERO CRISTIANESIMO
Innanzi tutto chi possiede accurata conoscenza della cultura biblica sa che il vero cristianesimo non ha nulla a che fare con il meschino formalismo, praticato dalle ‘zizzanie’ che formano la cristianità (Chiesa cattolica, Chiese protestanti, evangeliche, pentecostali, chiese greco-ortodosse e russo-ortodosse e simili), perché sono tutte contaminate dall’apostasia sviluppatasi a partire dal II secolo E.V. come dimostreremo più avanti e in altri articoli che si trovano in questo sito. Il verocristianesimo non consiste solo nell’adesione ad una struttura dottrinale, ma in un vissuto coerente con i princìpi biblici. In pratica, il VERO CRISTIANOè la persona che non commette nella sua vita pubblica e privata azioni condannate da Dio:
ALCUNE DELLE TANTE
OPERE DELLA CARNE
CHE DIO CONDANNA
Imm. 12
Ora le opere della carne sono manifeste, e sono fornicazione, impurità, condotta dissoluta, idolatria, pratica di spiritismo, inimicizie, contesa, gelosia, accessi d’ira, contenzioni, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili. Circa queste cose vi preavverto, come già vi preavvertii, che quelli che praticano tali cose non erediteranno il regno di Dio”. — Galati 5:19-21
, TNM.

Imm. 13Chiunque fra le pareti domestiche o in pubblico usi linguaggio sporco, cioè contaminato da espressioni oscene, volgarioffensive è un finto cristiano. (Efesini 4:29) Similmente, chiunque pretenda d’essere cristiano ma manifesta rabbia, ira in famiglia o nella società è un finto cristiano, perché gli accessi d’ira (Galati 5:20) lo squalificano. Se un genitore predica ai figli un certo comportamento ma lui stesso non lo mette in pratica, è un ipocrita, anche se predica il vangelo ad altri. Non ha libertà di parola. 

Imm. 14

Chiunque ai pasti o in altre circostanze eccede col vino o con altri alcolici è condannato come finto cristiano. Chiunque creda d’essere cristiano ma fuma o si droga, (seppure occasionalmente) è un falso cristiano. Chiunque sia un ghiottone, una persona intemperante a tavola al punto da mettere perfino a repentaglio la sua stessa salute con obesità, diabete e altre malattie da avidità di cibo è un falso cristiano.

Imm. 15

Chiunque ritiene d’essere cristiano ma ha uno spirito adultero è un finto cristiano. Chiunque presuma d’essere cristiano ma vive in fornicazione, cioè abbia rapporti sessuali (completi o incompleti) senza essere sposato, è un falso cristiano. Chiunque si illuda d’essere cristiano ma ami la pornografia in qualsiasi delle sue varie forme è un ipocrita e un falso cristiano. Chiunque non lotta contro tendenze omosessuali non è cristiano

Omossessuali3Che dire oggi di coloro che danno libero sfogho ai loro "vergognosi appetiti sessuali ", al punto che "le loro femmine hanno mutato il loro uso naturale in uno contro natura; 27  e similmente anche i maschi hanno lasciato l’uso naturale della femmina e nella loro concupiscenza si sono infiammati violentemente gli uni verso gli altri, maschi con maschi, operando ciò che è osceno" agli occhi di Dio e di tutti coloro che ne manifestano le sua qualità. Non serve essere degli intelletuali per vedere i loro risultati: Malattie e poi alla fine del loro percorso: la morte prematura. Si, Dio conclude dicendo "ricevendo in se stessi la piena ricompensa dovuta al loro errore" . [Rom. 1:27-28]

Siete indignati perchè questo ragionamento limita la vs. libertà di calpestare l'uso naturale del sesso praticato da miliardi di essere umani! Come mi ha detto qualcuno: 'voi volete farci credere che "l'ano"
per voi, e il sesso della femmina e viceversa'? Riflettete: Se tutti la pensassero come voi, allora la continuità della vita sulla terra,
continuerebbe? Colui che ha dato origine a questo naturale ciclo biologico, è anche lui indignato?. Se si, allora prima che la cosa si trasformi in cancrena, dovrà agire. Per i cristiani informati è elettrizzante vedere questo vertiginoso aumento di persone e istituzioni, che appoggiano i "vostri diritti!". Inoltre per i cristiani è altrettanto elettrizzante, perchè l'attuale governante di tutta la terra, Gesù Cristo, spiegando il periodo che averbbe preceduto il suo intervento dice: "Similmente, come accadde ai giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, edificavano. 29 Ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuocoe zolfo e li distrusse tutti. 30 La stessa cosa avverrà nel giorno [iniziato nel 1914] in cui il Figlio dell’uomo sarà rivelato".[Luca 17:28] 


Imm. 16Chiunque faccia del sesso, del denaro, del cibo, dei divertimenti, dei piaceri il suo dio non può ritenersi un cristiano, ma un idolatra. Chiunque pratichi occultismo, magia, spiritismo e simili (compresi oroscopi e astrologia) è fuori dal cristianesimo. (Rivelazione 21:8) Chiunque sia coinvolto in attività politiche o religiosamente false è fuori dal cristianesimo. Il cristianesimo implica neutralità politica e separazione dal culto e dalle feste della falsa religione. (Rivelazione 18:4)


Imm. 17
Chiunque sia coinvolto nel gioco d’azzardo in qualsiasi delle sue varie forme (partecipazione a lotterie, puntate al lotto o sui cavalli, o qualunque altro tipo di gioco d’azzardo dove vi è implicata una posta in gioco e la vincita è il ricavato delle puntate perse degli altri giocatori) è fuori dal cristianesimo. (Isaia 65:11) Chiunque cerchi di seminare discordie, inimicizie e divisioni fra altri è similmente fuori dal cristianesimo. Altri gravi peccati sono le contese, le gelosiee le contenzionicontro l’autorità teocratica. Riassumendo, le opere malvage descritte in Galati 5:19-21 squalificano chiunque pretenda d’essere cristiano.
Imm. 18Molti si sono fatti l’erronea idea che essere cristiani significhi credere in Dio e in Cristo o compiere opere buone. La semplice credulità non ha nulla a che fare con la vera fede che implica azioni concrete, cioè opere cristiane approvate da Dio, non semplici opere di bene. (2 Pietro 1:5-8) In Matteo 7:21-23 Gesù ha dichiarato che molti sarebbero stati da lui clamorosamente smentiti come cristiani:
Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?’ 23 E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”. Matteo 7:21-23, TNM.
Imm. 19Le religioni della cristianità rientrano in questa descrizione di condanna fatta da Cristo, perché l’intera struttura dottrinale e il modo di vivere dei suoi aderenti è completamente fuori dal cristianesimo. Tuttavia questo potrebbe riguardare anche coloro che fanno parte del vero cristianesimo i quali credono che la fede sia sufficiente per avere l’approvazione di Dio. Ma la parola di Dio avverte:
“Per questa stessa ragione, compiendo in risposta ogni premuroso sforzo, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza la padronanza di sé, alla padronanza di sé la perseveranza, alla perseveranza la santa devozione, 7 alla santa devozione l’affetto fraterno, all’affetto fraterno l’amore. 8 Poiché se queste cose esistono in voi e traboccano, vi impediranno di essere inattivi o infruttuosi riguardo all’accurata conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo”.2 Pietro 1:5-8, TNM.
Imm. 20Alcuni che praticano il vero cristianesimo trascurano le qualità che devono aggiungersi alla loro fede: virtù, conoscenza, padronanza di sé, perseveranza, santa devozione, affetto fraterno e amore. In alcune versioni bibliche la parola greca ρετν (aretê) qui resa “virtù” è tradotta “bontà”. (New International Version; The Jerusalem Bible; Today’s English Version) La virtù è anche tradotta “eccellenza morale” ed esclude il linguaggio osceno e volgare, il ricorrere al turpiloquio per dare enfasi alle proprie espressioni, anche il manierismo gergale di usare termini utilizzati nella falsa religione come “Madonna mia!”, “Dio santo!”, “Gesù mio!”, “Cristo santo!” e simili. Nessun vero cristiano può giustificare un simile linguaggio non virtuoso ma moralmente sporco e/o religiosamente impuro. Non riconoscerlo significa essere schiavi dell’ipocrisia laica o religiosa. La Bibbia dichiara:
Imm. 21Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non conviene … che queste cose continuino ad accadere in questo modo. Una fonte non fa sgorgare dalla stessa apertura il dolce e l’amaro, vero?” — Giacomo 3:10, 11, TNM.
Chi giustifica queste espressioni manca di “conoscenza” e di “padronanza di sé” e se non si corregge sarà condannato da Dio come indegno di ereditare le benedizioni del Regno e non potrà sopravvivere ad Har-Maghedon anche se predica il Regno. Altre gravi incoerenze condannate dalla parola di Dio riguardano la vita familiare. Questo riguarda il caso di genitori che non manifestano tra le mura domestiche vero amore cristiano e che porta i loro figli stessi a non stimarli e a condannarli come ipocriti. La parola di Dio ammonisce i genitori cristiani inadempienti verso i loro familiari: “Se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede”. — 1 Timoteo 5:8, TNM.
I genitori cristiani che non hanno amorevole cura dei loro figli o non danno loro l’esempio in quanto a studiare la Bibbia, predicare la buona notizia del Regno nell’opera di casa in casa, frequentare le adunanze cristiane, rispettare l’autorità dei pastori spirituali e manifestare nella loro vita il frutto dello spirito sono in pericolo e se non si pentono e non si correggono non potranno sopravvivere quando Dio giustizierà i malvagi ad Har-Maghedon. Nessun cristiano può sviluppare una genuina forma di santa devozione se trascura la virtù e la padronanza di sé. Infatti la parola ispirata dice:
Negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. Poiché gli uomini saranno amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, sleali, senza affezione naturale, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza padronanza di sé, fieri, senza amore per la bontà, traditori, testardi, gonfi [d’orgoglio], amanti dei piaceri anziché amanti di Dio, aventi una forma di santa devozione ma mostrandosi falsi alla sua potenza. — 2 Timoteo 3:1-5, TNM
Imm. 22
Imm. 23

CARNEVALE
e QUARESIMA,
due facce della stessa medaglia:
il falso cristianesimo
Imm. 24Oggi molti usano la propria religione come un paravento per nascondere azioni condannate da Dio. Menzogna, disonestà e immoralità sono spesso praticati in segreto. Altri predicano al loro prossimo l’amore, ma non manifestano in famiglia una personalità amorevole. Fra le mura domestiche manifestano asprezza, ira, spirito vendicativo, durezza, insensibilità e non si curano di ammorbidire i tratti cattivi della loro personalità per piacere a Dio.

Altri si sono così induriti da non rivolgersi più in preghiera a Dio, nemmeno di ringraziarlo per il cibo quando si dispongono per i pasti. Questi pseudo cristiani hanno cessato da tempo di specchiarsi nella parola di Dio per vedere quali sono i tratti della loro personalità da correggere e sono stati descritti nella parola di Dio come segue:

Imm. 25

Comunque, divenite operatori della parola, e non solo uditori, ingannando voi stessi con falsi ragionamenti. 23  Poiché se qualcuno è uditore della parola, e non operatore, costui è simile a un uomo che guarda lasua faccia naturalein uno specchio. 24  Poiché si guarda, e se ne va e immediatamente dimentica quale sorta di uomo egli sia”. — Giacomo 1:22-25, TNM.
Chi professa con la bocca di avere santa devozione deve riconoscerne il potere della santa devozione che consiste nel trasformare la sua personalità secondo gli elevati princìpi morali del cristianesimo e deve essere sincero e leale nel seguire una condotta approvata da Dio. Deve riconoscere che la parola di Dio è la Sua espressione della via della santa devozione e quindi deve seguirne i princìpi morali. Poiché la santa devozione è rivolta a Dio in persona, la Sua parola e il Suo spirito permetteranno al cristiano di conoscere Dio personalmente, intimamente, e di diventare più simile a lui, di essere un suo imitatore. In questo modo egli riuscirà ad imitare sempre più le eccellenti qualità di Dio.
Tuttavia, il problema sorge quando qualcuno che professa di servire Dio confida nelle proprie idee, anziché attenersi alla parola di Dio. Come conseguenza, l’insegnamento di tale persona non è “conforme alla santa devozione”, poiché non riflette genuina devozione a Dio ed egli diventa “mentalmente malato”. (1 Timoteo 6:3, 4) L’apostolo Paolo di Tarso mise in guardia il suo giovane compagno d’opera Timoteo da coloro che professavano falsa devozione a Dio, esortandolo a non distorcere il cristianesimo per fini egoistici per non essere distolto anche lui dalla via della santa devozione.
Paolo sottolineò che si sarebbero manifestati falsi cristiani i quali ipocritamente avrebbero mostrato una forma apparente di santa devozione, ma si sarebbero mostrati falsi alla sua potenza. (2 Timoteo 2:15, 16; 3:1-5) In altre parole, costoro avrebbero fatto mostra di cristianesimo ma dentro di loro non si sarebbero modificati rimanendo sporchi mentalmente e moralmente. Anche il discepolo Giuda ha spiegato che tali individui non avrebbero mostrato sincera devozione a Dio, ma avrebbero usato la devozione per scopi egoistici o materialistici. La loro ipocrisiasarebbe stata rivelata dalla loro condotta non virtuosa ma contaminata da cattive qualità. (Giuda 4) Giuda li definì fondamentalmente come “[uomini] animaleschi, che non hanno spiritualità”. (Giuda 19, TNM) L’apostolo Pietro disse che “è il tempo fissato perché il giudizio cominci dalla casa di Dio”. (1 Pietro 4:17, TNM) Inoltre descrisse così questi falsi cristiani:
La loro felicità è il piacere che dura un giorno. Quando fanno festa con voi e si vantano dei loro imbrogli, la loro presenza è una vergogna e uno scandalo. 14I loro occhi cercano sempre nuove possibilità di adulterio; non sono mai stanchi di far peccati. Prendono in trappola persone fragili; il loro cuore è avvelenato dal desiderio di guadagnare. La maledizione di Dio è su di loro”. — 2 Pietro 2:13, 14, TILC.

CHI SCEGLIE IL
CRISTIANESIMO VERO

Imm. 26Prima o poi, per chi vuole intraprendere un percorso spirituale si presenta la necessità di fare una scelta netta nella sua vita se vuole davvero percorrere la via del verocristianesimo

L’argomentazione di Pietro menzionata nella sua seconda lettera al cap. 1 vv. 5-8 non lascia spazio a chi cerca di giustificare le sue inadempienze spirituali ed il suo mancato progresso spirituale. Nel libro Scegliamo il miglior modo di vivere che esamina le due lettere apostoliche di Pietro si legge:
Come nella congregazione del primo secolo, così oggi ci sono quelli che estenderebbero i limiti della libertà cristiana fino al punto di divenire schiavi del peccato. Perciò, facciamo bene a badare alle nostre compagnie, per non venire sotto un’influenza non salutare ed essere sviati. Richiamando l’attenzione su questo fatto l’apostolo Pietro scrisse: “Voi perciò, diletti, avendo questa anticipata conoscenza, state in guardia, affinché non siate trascinati con loro dall’errore delle persone che sfidano la legge e non cadiate dalla vostra propria saldezza”. — II Pietro 3:17.
“Per evitar di perdere le benedizioni che Geova Dio ha in serbo per noi, dovremmo voler fare progresso nel modo di vivere e nell’attività cristiani. (II Pietro 3:18) Che facciamo ciò è in armonia con l’incoraggiamento dell’apostolo Pietro: “Sì, per questa stessa ragione, compiendo in risposta ogni premuroso sforzo, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la padronanza di voi stessi,alla padronanza di voi stessi la perseveranza, alla perseveranza la santa devozione, alla santa devozione l’affetto fraterno, all’affetto fraterno l’amore”. — II Pietro 1:5-7”. — Op. cit., WTB&TS, 1979, pp. 187-188.
Imm. 27Purtroppo è molto facile mancare di compiere “ogni premuroso sforzo” per fare vero progresso spirituale. Non pochi cristiani si fermano alla FEDE. Essi hanno studiato solo in vista della fede, cioè per acquistare fiducia nelle promesse di Dio, ma QUESTO NON È SUFFICIENTE! Chiun-que non sia disposto a sforzarsi di togliersi i difetti della sua personalità rimarrà sempre una persona carnale. Tale persona, seppure creda d’essere un seguace del cristianesimo si inganna completamente e come conseguenza viene ‘trascinata nell’errore di coloro che sfidano la legge di Dio’. È facile illudersi di avere conoscenza della verità solo perché si è conosciuto il proposito di Dio ed la speranza cristiana. Questo è solo l’ABC del cristianesimo, ma bisogna andare avanti nel progresso spirituale.
In modo simile l’apostolo Paolo scrisse che l’obiettivo del cristianesimo è la crescita spirituale, non la semplice adesione ad una struttura dottrinale: Finché perveniamo tutti all’unità della fede e dell’accurata conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo fatto, alla misura della statura che appartiene alla pienezza del Cristo; 14 affinché non siamo più bambini, agitati come da onde e portati qua e là da ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo dell’astuzia nell’artificio dell’errore. 15 Ma dicendo la verità, mediante l’amore cresciamo in ogni cosa in lui che è il capo, Cristo. — Efesini 4:13-16, TNM.
Per non essere trascinati nell’errore religioso del FINTO CRISTIANESIMO è necessario raggiungere la maturità cristiana. Per cui ogni cristiano deve chiedersi: ho rinunciato ai miei precedenti modi di pensare mondani? Riconosco quanto sia importante l’unità di pensiero e di azione per appartenere veramente al popolo di Geova? L’“unità della fede” è in relazione al corpo del Cristo, la congregazione cristiana, non solo in relazione a sé stessi ed è un ingrediente indispensabile della maturità cristiana. Inoltre la MATURITÀ CRISTIANA è messa in relazione con l’avere la “misura della crescita che appartiene alla pienezza del Cristo”. Cosa significa questo? Paolo prosegue dicendo che coloro che raggiungono questa crescita spirituale non sono più BAMBINI che giustificano continuamente i loro errori con la scusa ‘SONO IMPERFETTO’.
Piuttosto sono cristiani che hanno ACCURATA CONOSCENZA della verità non solo come struttura dottrinale, ma anche e soprattutto come persone che sono divenute simili a Cristo. Sono cresciuti nell’amore del Cristo, e manifestano altre qualità divine, il FRUTTO DELLO SPIRITO di Dio e hanno eliminato dalla loro personalità opere della carne come immoralità mentale, impurità di linguaggio, mancanza di rispetto con uso di espressioni gergali volgari, contese, litigi, accessi d’ira in famiglia, contenzioni tra familiari e fratelli, e simili. Ci sono cristiani che continuano a manifestare queste opere della carne come se niente fosse, come se la loro coscienza potesse permetterglielo impunemente e non accettano di correggersi neanche quando qualcuno glielo fa notare e li riprende.

L’
ERRORE
DI SFUGGIRE ALLE PROPRIE

RESPONSABILITÀ

Imm. 28

Un profondo conoscitore della personalità umana ha scritto:

Divenite operatori della parola, e non solo uditori, ingannando voi stessi con falsi ragionamenti. Poiché se qualcuno è uditore della parola, e non operatore, costui è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio. Poiché si guarda, e se ne va e immediatamente dimentica quale sorta di uomo egli sia”. — Giacomo 1:22-24, TNM.

Imm. 29

In un libro di esegesi biblica si legge:
“Uno potrebbe pensare che, assistendo alle adunanze cristiane, ascoltando rispettosamente quello che viene detto e leggendo personalmente la Bibbia, ha fatto il suo dovere religioso. Ma sotto altri aspetti la sua vita forse non è molto diversa da quella di coloro che non si professano servitori di Dio. Non riconoscendo che la vera adorazione implica la sua intera vita, è colpevole di ingannare se stesso. Trascura il fatto che l’ubbidienza alla “parola” di verità è un’esigenza divina. In quanto a raggiungere la salvezza, tale inganno può essere una barriera ben più formidabile e difficile da superare dell’ignoranza o dell’incredulità stessa”. — Commento alla lettera di Giacomo, WTB&TS, 1979, pp. 41-42.
Imm. 30Un principio di verità insegnato nella Bibbia è che Dio esige ESCLUSIVA DEVOZIONE, una devozione che interessa ogni aspetto della vita umana. (Esodo 20:5) Chi pratica solo le forme esteriori di religiosità manca sotto questo aspetto. Davanti allo specchio generalmente non ci vuole molto perché uno si faccia un’opinione del suo aspetto. Davanti allo specchio ha una chiara idea di ciò che è realmente che dovrebbe preoccuparlo ed indurlo a pensare seriamente cosa ha fatto della sua vita e come può migliorare negli anni che rimangono. Ma quando se ne va, il suo interesse per quello che era il suo a-spetto svanisce subito. Forse preferisce dimenticare certe spiacevoli caratteristiche. Lontano dallo specchio e impegnato in altre cose, dimentica completamente il suo aspetto e anche cosa potrebbe dover fare per migliorarlo.
La parola di Dio dev’essere come uno specchio per chiunque voglia intraprendere la via del CRISTIANESIMO, uno specchio in cui esaminare il suo aspetto per cambiare profondamente. Triste a dirsi, non pochi che si definiscono CRISTIANI trascurano di usare la Bibbia come uno specchio spirituale e in certi casi arrivano al punto di provare fastidio per ciò che quello specchio rivela loro si sé e scelgono di romperlo. Felicemente altri CRISTIANI continuano a specchiarsi nella parola di Dio, motivati dal desiderio di fare progresso spirituale per piacere a Dio in ogni aspetto della loro vita. Questi sono coloro che Dio benedice perché vede in loro il sincero desiderio di imitare suo figlio Gesù Cristo. Il vero cristiano è colui o colei che si misura in base alla crescita spirituale raggiunta da Cristo.
Il finto cristiano si accontenta invece di rimanere com’è, minimizzando e giustificando in ogni modo possibile i gravi difetti della sua personalità, come se Dio non desse peso alle sue mancanze e alla sua incompleta crescita spirituale. Come dice l’apostolo Pietro, il FINTO CRISTIANO non aggiunge alla fede la virtù, la conoscenza, la padronanza di sé, la perseveranza cristiana, la santa devozione, il vero affetto fraterno e il vero amore cristiano. Tale cristiano rimane spiritualmente PICCOLO, CARNALE, PROBLEMATICO, IMMATURO, confuso mentalmente, incapace di mettere ordine nella sua vita e incapace di trasformare la sua personalità sbagliata. È sviato, ingannato e non si accorge di essere una persona sbagliata che continua a ripetere gli stessi errori.
Anziché mettersi finalmente in discussione alcuni indicano l’errore di altri e si lamentano sempre di aver subìto e di continuare a subire angherie e torti da altri. Questo spirito di lamentazione è tipico di chi non è una persona spirituale ma è rimasto carnale. Spesso chi si lamenta di aver subìto dei torti da altri non si accorge che lui stesso si è causato tali afflizioni e queste ultime sono solo il risultato dei suoi errori. Ma anche se in certi casi qualcuno avesse effettivamente sofferto per colpa di altri, le sue continue lamentazioni sono sbagliate. In articolo postato su una pubblicazione di esegesi biblica dal titolo Le sofferenze possono essere utili? infatti si legge:
“Il libro di Lamentazioni risponde: “Geova è buono verso chi spera in lui, verso l’anima che continua a cercarlo. È bene aspettare, pure in silenzio, la salvezza di Geova. È bene che l’uomo robusto porti il giogo durante la sua giovinezza. Sieda solitario e taccia, perché egli ha posto qualcosa su di lui. Metta la bocca nella medesima polvere. Forse esiste speranza. Porga la guancia al medesimo che lo colpisce. Si sazi di biasimo”. — Lamentazioni 3:25-30.
“Notate che durante questo periodo di afflizione si deve continuare a sperare fiduciosamente che Dio porti la liberazione e ci si deve avvicinare a lui. Si deve voler essere pazienti e aspettare in silenzio e senza lamentarsi finché l’Onnipotente non porti la liberazione o la salvezza. È molto utile imparare in tal modo a portare il giogo della sofferenza durante la giovinezza. Perché? Perché nel corso della vita sarà più facile sopportare esperienze analoghe senza perdere la speranza. Sapendo di aver sormontato in precedenza grandi difficoltà, si può sperare di riuscirci di nuovo.
“Quando una persona sta sopportando un giogo di afflizione, non dovrebbe andare in giro a lamentarsi. Piuttosto dovrebbe starsene seduto solitario, come chi fa cordoglio, e tacere. Dovrebbe prostrarsi, al punto di toccare la polvere con la bocca. Questo significa che dovrebbe sottomettersi umilmente alle prove che Dio permette che egli affronti e attendere con fiducia la liberazione futura. Non dovrebbe rivoltarsi contro i persecutori, ma sopportare pazientemente le ingiurie fisiche e verbali. Questo ci ricorda il comportamento di Gesù Cristo. Il racconto biblico dice: “Quando era oltraggiato, non rese oltraggio. Quando soffriva, non minacciò, ma continuò ad affidarsi a colui che giudica giustamente”. — 1 Pietro 2:23”. — Watch Tower, 15/02/1987 pp. 23-24.
Anche in questo caso Gesù Cristo rappresenta un modello da imitare per i cristiani. Il prossimo sottotitolo amplierà questo argomento.

GESÙ CRISTO
È IL
MODELLO
PER I
VERI CRISTIANI

Imm. 31 I vangeli tracciano perfettamente la figura morale di Gesù Cristo. Nel suo libro The Outline of History lo storico Herbert G. Wells ha spiegato perché sin dall’inizio molti non furono disposti a seguire Cristo: “Prendere [Cristo] sul serio significava cominciare una vita strana ed inquietante, lasciare abitudini radicate, dominare istinti e passioni, cercare una felicità incredibile”. Ma in ogni tempo pochi sono stati disposti a diventare imitatori di Gesù. Invece la storia mostra che è stata prodotta una grande messe di finti cristiani che hanno fatto vergogna a Cristo.
Possiamo notare che anche per quanto riguarda il sopportare afflizioni, ingiustizie e sofferenze il punto di riferimento dev’essere sempre Cristo. Il CRISTIANESIMO è il misurarsi con la crescita spirituale di Cristo, mentre il FALSO CRISTIANESIMO è il misurarsi sempre con sé stessi. L’errore spirituale è di concetto e non c’è modo di correggerlo se non costruendosi una vera spiritualità cristiana e rigettando completamente quella sbagliata; ma per riuscire a ricostruirsi spiritualmente occorre molta umiltà.

Imm. 32

Triste a dirsi, molti sedicenti cristiani non si accorgono che in 2 Pietro 1:5-8, in Giacomo 1:22-25 e in Efesini 4:13-16 c’è la fotografia, la diagnosi e la cura della loro precaria e fallimentare condizione spirituale. Se non si destano spiritualmente rimarranno delusi e sconvolti quando, nell’affrontare il giudizio finale, Cristo dirà anche a loro che ‘moriranno nei loro peccati’:
Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?’ 23 E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”. — Matteo 7:21-23, TNM
Imm. 33Il concetto di “morire nei propri peccati o errori” è tipicamente biblico e fu spiegato da Dio nell’antica profezia di Ezechiele dove si legge:
Quando io dico a qualcuno malvagio: ‘Positivamente morirai’, e tu in effetti non l’avverti e non parli per avvertire il malvagio [perché si ritragga] dalla sua malvagia via per conservarlo in vita, essendo egli malvagio, morirà nel suo errore, ma io richiederò il suo sangue dalla tua propria mano. 19  Ma in quanto a te, nel caso che tu abbia avvertito qualcuno malvagio ed egli realmente non si ritrae dalla sua malvagità e dalla sua via malvagia, egli stesso morirà per il suo errore; ma in quanto a te, avrai liberato la tua propria anima. 20 E quando qualcuno giusto si ritrae dalla sua giustizia e realmente opera ingiustizia e io gli devo mettere davanti una pietra d’inciampo, egli stesso morirà perché tu non l’hai avvertito. Morirà per il suo peccato, e i suoi atti giusti che fece non saranno ricordati, ma io richiederò il suo sangue dalla tua propria mano. 21  E in quanto a te, nel caso che tu abbia avvertito qualcuno giusto affinché il giusto non pecchi, ed egli stesso in effetti non pecca, immancabilmente egli continuerà a vivere perché era stato avvertito, e tu stesso avrai liberato la tua propria anima”. — Ezechiele 3:18-21, TNM.
Imm. 34Il figlio di Dio, Gesù Cristo, ha ripreso l’insegnamento del suo amato Padre celeste e in un’occasione, parlando con alcuni religiosissimi credenti che si reputavano eccellenti servitori di Dio, disse loro:
Morirete nel vostro peccato…  Perciò vi ho detto: Morirete nei vostri peccati. Poiché se non credete che sono io, morirete nei vostri peccati”. — Giovanni 8:21, 24, TNM.
Ignorare la volontà di Dio relativa al bisogno di imitare suo Figlio, basare le speranze su qualsiasi altro fondamento, giungere a conclusioni diverse circa la propria vita rifiutando di correggersi e di accettare la disciplina di Dio significherebbe vivere una menzogna religiosa, lasciarsi ingannare, perseguire una via di errore nei propri peccati e seguire la guida del padre della menzogna, l’Avversario di Dio. Significherebbe ‘morire nei propri peccati’. (Giovanni 8:24) Per questa ragione Gesù non si trattenne dal rivelare qual era la volontà di Dio. Il CRISTIANESIMO smaschera qualsiasi errore religioso e qualsiasi peccato. Il FALSO CRISTIANESIMO nasconde l’errore religioso illudendo le persone d’essere senza peccato. Nel Salmo 36:1, 2 il re Davide scrisse sotto ispirazione divina in che cosa consiste l’errore del malvagio:
“Per il malvagio l’espressione di trasgressione è in mezzo al suo cuore;
Non c’è terrore di Dio di fronte ai suoi occhi.
2 Poiché ai suoi propri occhi ha agito troppo dolcemente verso se stesso
Per scoprire il suo errore in modo da odiar[lo]”.
Tutti coloro che non voglio riconoscere i loro errori, moriranno nei loro errori. Esaminando la figura di Gesù si può notare il suo grande amore per il suo Padre celeste e per l’umanità ma il suo odio per l’illegalità e l’ingiustizia. In netto contrasto, il presunto suo vicario in Terra, papa Bergoglio, ha dichiarato che Dio perdona sempre e in risposta al noto intellettuale Eugenio Scalfari ha detto che Dio perdona chi segue la propria coscienza. Un Dio perdonista e buonista non è simile al Padre di Gesù, ma è ad immagine e somiglianza della falsa religione cui manca la forza morale per far conoscere la giustizia del Dio della Bibbia. Queste conclusioni dell’editore possono non piacere e non essere condivise da molti, ma sono il risultato delle sue attente ricerche in campo biblico e rappresentano pertanto quello che lui personalmente ha capito dallo studio della cultura biblica, supportando le sue asserzioni con pubblicazioni di vari autori ed esegeti tra i quali soprattutto gli autori della letteratura prodotta dai Testimoni di Geova.
DIO GIUSTIZIERÀ
TUTTI QUELLI CHE
LUI DEFINISCE MALVAGI
Imm. 35 La distruzione della società che perì nel Diluvio e degli abitanti delle città di Sodoma e Gomorra insegna che Dio giustizierà tutti i malvagi. Gesù disse apertamente: “Come avvenne ai giorni di Noè, così sarà anche ai giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, gli uomini si sposavano, le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio e li distrusse tutti. Similmente, come accadde ai giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, edificavano. Ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo e li distrusse tutti. La stessa cosa avverrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà rivelato. — Luca 17:26-30, TNM.

Imm. 36

 

Una donna cattolica di nome Ramona che si è confessata da quando aveva sette anni ha dichiarato: “La confessione non produce alcuna tendenza a cercare di evitare il peccato nel futuro. La confessione fa nascere l’idea che Dio perdona tutto e che perdonerà qualsiasi cosa la carne imperfetta induca a fare. Non instilla il profondo desiderio di fare ciò che è giusto”. Dio perdona a condizione che il peccatore sia veramente pentito.

Imm. 37

Questo perdono non si può guadagnare con azioni penitenziali come insegna da secoli il falso cristianesimo. Solo Dio può concederlo. Egli tiene conto delle esigenze della perfetta giustizia, ma il suo perdono è un’espressione dell’amore che prova per l’umanità. Il suo perdono è anche una manifestazione di immeritata benignità basata sul sacrificio di riscatto di Gesù Cristo, ed è concesso solamente ai peccatori pentiti che si sono allontanati da ciò che è male agli occhi di Dio.
Solo coloro che Dio perdona otterranno la vita eterna. E per ottenere questo perdono dobbiamo confessare i peccati come dice Dio. La Bibbia insegna i peccatori impenitenti saranno messi a morte da Dio. Diversi passi della parola di Dio indicano che non è affatto vero che Dio perdona tutti i peccati:
Comunque, chi bestemmia contro lo spirito santo non ha perdono in eterno, ma è colpevole di peccato eterno”.— Marco 3:29, TNM.
Poiché è impossibile che quelli che sono stati una volta per sempre illuminati, e che hanno gustato il gratuito dono celeste, e che son divenuti partecipi dello spirito santo, e che hanno gustato l’eccellente parola di Dio e le potenze del sistema di cose avvenire, ma che si sono allontanati, siano di nuovo ravvivati a pentimento, perché mettono di nuovo al palo il Figlio di Dio per loro conto e lo espongono a pubblica vergogna”.— Ebrei 6:4-6, TNM.
Poiché se pratichiamo il peccato volontariamente dopo aver ricevuto l’accurata conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati”. — Ebrei 10:26, TNM.
Ma in quanto ai codardi e a quelli senza fede e a quelli che sono disgustanti nella loro impurità e agli assassini e ai fornicatori e a quelli che praticano lo spiritismo e agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nel lago che brucia con fuoco e zolfo. Questo significa la seconda morte”. — Rivelazione 21:8, TNM.
Queste esplicite dichiarazioni bibliche dovrebbero far riflettere i milioni di credenti, di non credenti e di agnostici oggi viventi. L’apostolo Pietro pose appropriatamente questa domanda:
Se il giusto è salvato con difficoltà, dove si mostreranno l’empio e il peccatore?” — 1 Pietro 4:18, TNM.
Non dovrebbe far meraviglia che la falsa religione distorca e nasconda la verità, poiché la parola di Dio insegna una verità fondamentale: Tutto il mondo giace nel [potere del] malvagio”. — 1 Giovanni 5:19, TNM.
Imm. 38La falsa religione, che DIO rappresenta come una prostituta che siede su una bestia selvaggia di colore scarlatto, è promossa da Satana il Diavolo e di conseguenza fa gli interessi di Satana il Diavolo a danno dei miliardi di persone che si lasciano ingannare.
Questo non avviene per caso, ma accade perché è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati. Eper questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia”. 2 Tessalonicesi 2:9-12, TNM.
Da queste parole si comprende che esiste un’ILLEGALITÀ religiosa promossa e sostenuta da un’entità spirituale malvagia, Satana il Diavolo. Nel I secolo E.V., precisamente verso il 51 E.V. quando l’apostolo Paolo fu ispirato da Dio a scrivere la seconda lettera ai cristiani tessalonicesi, l’apostasia non aveva ancora assunto la sua forma di una vera e propria ribellione o deviazione rispetto al cristianesimo originale.
Tuttavia, in 2 Tessalonicesi 2:7,l’apostolo Paolo disse che il mistero di questa illegalità era già all’opera ai suoi giorni, perché nella congregazione cristiana c’era un’influenza illegale che col tempo avrebbe prodotto questa classe apostata. Ma non per sempre, perché infine questa classe clericale sarebbe stata eliminata da Gesù Cristo al tempo della manifestazione della sua presenza. Quest’“uomo” apostata simbolico, manovrato da Satana, si sarebbe innalzato al di sopra di chiunque è chiamato ‘dio’ o oggetto di riverenza(gr. sèbasma). Quindi questo anticristico uomo dell’illegalità, grande oppositore di Dio, in quanto strumento satanico, sarebbe stato estremamente ingannevole e avrebbe causato la distruzione di coloro che l’avrebbero seguito. L’efficacia dell’“uomo dell’illegalità” sta nel fatto che la sua malvagità si sarebbe ammantata di un’ipocrita forma di santa devozione. — 2Ts 2:3-12; cfr. Mt 7:15, 21-23.
Imm. 39In meno di 300 anni dalla morte e risurrezione di Gesù e dalla nascita del vero cristianesimo, il campo mondiale di grano del cristianesimo era stato infestato dalle zizzanie, anticristi apostati, finché, con l’entrata in scena di Costantino il Grande (colpevole dell’assassinio di almeno sette intimi amici e familiari), si arrivò all’istituzione di una religione di stato mascherata da ‘cristianesimo’. Durante i lunghi mille anni del medioevo il dominio del clero in Europa e nel resto del mondo raggiunse i vertici della crudeltà e della corruzione.
I libri di storia ci permettono di esaminare i risultati del dominio del clero nel corso dei secoli. Cosa ci rivela questo esame? Un vergognoso disinteresse per la felicità, il benessere e le libertà della gente comune. In effetti, il dominio del clero è stato un’insopportabile tirannia. Come il letterato inglese Daniel Defoe (1660–1731) ebbe a scrivere nella sua opera The True-Born Englishman: “Di tutte le piaghe con cui è maledetta l’umanità, la tirannia ecclesiastica è la peggiore”.
Anche in questo caso tali conclusioni dell’editore possono non piacere e non essere condivise da molti, ma sono il risultato delle sue attente ricerche in campo biblico e rappresentano pertanto quello che lui personalmente ha capito dallo studio della cultura biblica, supportando le sue asserzioni con pubblicazioni di vari autori ed esegeti tra i quali soprattutto gli autori della letteratura prodotta dai Testimoni di Geova.
Nella foto sopra: papa Pio XII in piedi sulla sedia gestatoria portata a spalla da sedici sediari mentre assume una teatrale posizione ieratica.

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