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SODDISFATTI e APPAGATI sono COLORO che hanno TROVATO le RISPOSTE nella CULTURA BIBLICA e la PRATICANO - pag.1

AssembBibbia


SODDISFATTA
e APPAGATA e la
"CREAZIONE UMANA"
che ha CERCATO e TROVATO
la
RISPOSTA nella
CULTURA BIBLICA e la PRATICA

 
(Cimitero di Highgate a Londra)

Tomba

"Tutti vanno a un solo luogo.
Tutti sono venuti dalla polvere,
e tutti tornano alla polvere".
[Ecl. 3:20]

“La stessa intera creazione [umana] anela, in ansiosa attesa, alla manifestazione gloriosa dei figli di Dio; quella creazione [umana] che è stata sottomessa alla vanità non perché l’abbia voluto lei, ma per volontà di colui [Dio] che l’ha sottomessa, sostenuta tuttavia dalla speranza che anche essa, la creazione [umana], sarà affrancata dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla libertà della gloria dei figli di Dio”. [Romani 8:20, 21, traduzione cattolica di Salvatore Garofalo].


La TRAPPOLA in cui sono CADUTI gli ATEI
,
gli AGNOSTICI e i RELIGIONISTI


L’universo ha un senso? La teoria di Charles Robert Darwin ha rovinato la mente di molte persone a inducendole a concludere che la loro esistenza ha uno scopo esclusivamente animalesco. Se l’universo e ogni cosa che contiene sono il prodotto di una spontanea e casuale combinazione degli elementi dopo il primordiale e accidentale big bang, allora non è possibile che la vita abbia un vero scopo. Il biologo Jacques Lucien Monod (1910-1976), premio Nobel, ha affermato: “L’uomo finalmente sa di essere solo nell’immensità indifferente dell’Universo da cui è emerso per caso. Il suo dovere, come il suo destino, non è scritto in nessun luogo”. Peter William Atkins, docente di chimica a Oxford, ha espresso un pensiero simile: “Ritengo che questo straordinario universo abbia in sé una grandiosità tremenda, impressionante. Se ne sta lì in tutta la sua gloria, assolutamente e completamente inutile”.

Alcuni sono sconcertati per l'esistenza del male in un mondo creato da un Dio infinitamente buono e amorevole, ma secondo gli atei si tratta di un'altra nozione che i teologi hanno inventato, ma che svanisce nel nulla una volta che si accetta l’idea che Dio non esiste. Il pensiero degli atei è che la questione del fine cosmico sia solo un concetto inventato dalla religione, totalmente privo di fondamento convincente, un falso problema da rigettare come palesemente assurdo. Secondo gli atei non dobbiamo considerare come grandi le questioni filosofiche che riguardano lo scopo dell’universo, perché sono state immaginate solo per il gusto di suscitare perplessità. In altre parole gli atei vorrebbero insegnarci ad essere realisti, a smetterla di rifugiarci in un Dio che non esiste e che è solo il parto della nostra irrefrenabile immaginazione.

Scritta-neraAnche se l’ateismo viene presentato come una dottrina razionale e logica, in effetti non è né razionale né logica, per il semplice fatto che è basata su un dogma filosofico non supportato dalle evidenze scientifiche: l’inesistenza di Dio. Il noto fisico britannico lord Kelvin, dichiarò: “Io credo che più si studia a fondo la scienza più ci si allontana da qualunque cosa che assomiglia all’ateismo”. Un altro scienziato, il fisico Albert Einstein (1879-1955), sebbene ritenuto ateo, confessò: “Mi basta ... riflettere sulla meravigliosa struttura dell’universo, che possiamo debolmente percepire, e cercar umilmente di comprendere una parte sia pure infinitesima dell’intelligenza manifesta nella natura”. Arthur Holly Compton (1892–1962) scienziato e premio Nobel americano, disse: “L’ordinata distesa dell’universo conferma l’esattezza della più sublime dichiarazione che sia mai stata fatta: ‘In principio Dio’”. Queste sono le parole iniziali della Bibbia. Come si evince dalle parole di Einstein, il problema dell’ateismo si può riassumere in due parole: ignoranza e arroganza intellettuale.

Per questo motivo Gesù ha detto con piena ragione: “Ti glorifico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli scaltri e le hai rivelate ai semplici”. (Matteo 11:25, Garofalo). Secondo Gesù sono soltanto i puri di cuore e gli umili di spirito a non perdere il contatto con i grandi valori umani e spirituali. Solo a questi Gesù dice: “A voi è concesso di capire i sacri segreti del regno dei cieli”, mentre riferendosi a tutti gli altri dice: “ma a loro non è concesso”. (Matteo 13:10, TNM) La corretta comprensione del senso della vita che è in relazione con “i sacri segreti del regno dei cieli” è invece preclusa a coloro che hanno motivazioni errate e sono intellettualmente arroganti. In altre parole, vi sono verità e conseguenti principi di verità che sono resi inaccessibili per coloro che hanno la mente corrotta.

L’ARROGANZA INTELLETTUALE,
impedisce la CORRETTA COMPRENSIONE
di
IMMANENTE e TRASCENDENTE,
con la conseguente MANCANZA di PACE


Re-buffoneIn sostanza ateismo, agnosticismo e religionismo rendono le persone cieche al vero significato della presenza umana nel-l’universo. Ignoranza e presunzione costituiscono pertanto un pericoloso binomio che istupidisce le persone e le aliena dalla realtà. Il sito dell’Azzurra7 opera contro questo deprecabile binomio (ma non contro le singole persone) e si prefigge di aiutare atei, agnostici e religionisti con informazioni di elevata qualità affinché possano rendersi conto, se sono sinceri e intellettualmente onesti, che l’ateismo è una canna rotta a cui appoggiarsi, l’agnosticismo è un sacco vuoto e il religionismo è un contenitore pieno di menzogne.

La malattia spirituale priva molte persone intelligenti della corretta capacità di associare le cose immanenti con le cose trascendenti. Non potendo conoscere e capire quello che invece “Dio ha preparato per quelli che lo amano” (1 Corinti 2:9, TNM), costoro “sono mentalmente nelle tenebre, ed esclusi dalla vita che appartiene a Dio, a causa dell’ignoranza che è in loro, a causa dell’insensibilità del loro cuore”. — Efesini 4:18, TNM.

Commentando il passo neotestamentario di Efesini 4:18, un’autorevole pubblicazione di studio biblico ha scritto: “Naturalmente il mondo ha persone intelligenti ed esperte in quasi ogni campo dello scibile. Eppure Paolo dice che sono mentalmente nelle tenebre. Come mai? Le sue osservazioni non riguardano la loro competenza o le loro capacità mentali. La parola “mente” può anche riferirsi al centro della percezione umana, la sede dell’intendimento, l’uomo interiore. Sono nelle tenebre perché non hanno nessuna luce che li guidi o che indirizzi le loro imprese. Lo si può notare dal loro intorpidito senso del bene e del male. Possono pensare che l’odierna mentalità “aperta”, secondo cui tutto è lecito, sia illuminata, ma in realtà, secondo l’apostolo Paolo, è ottenebrata. Spiritualmente brancolano nel buio più profondo … Com’è possibile essere intelligenti, addirittura eccellere in tanti campi e trovarsi al tempo stesso nelle tenebre spirituali? In 2 Corinti 4:4 Paolo risponde: “L’iddio di questo sistema di cose ha accecato le menti degli increduli, affinché la luce della gloriosa buona notizia intorno al Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro”. — La Torre di Guardia del 1° marzo 1993, pp. 10-11.

Oltre a ciò, coloro che sono spiritualmente nelle tenebre sono anche esclusi dalla “pace di Dio che sorpassa ogni pensiero” (Filippesi 4:7, TNM) che è quella pace interiore che Dio trasmette a coloro che desiderano piacergli. Una caratteristica di questa pace divina è la serenità di giudizio con cui vengono affrontate le questioni anche più difficili. Commentando la deprecabile situazione critica che si era generata nel corso di un acceso dibattito accademico fra scienziati, il noto evoluzionista Francis Hitching ha osservato: “Intorno alla teoria dell’evoluzione si sono aperte le ostilità ... Posizioni trincerate, a favore e contro, si erano radicalizzate nelle alte sfere, e gli insulti volavano da una parte all’altra come proiettili di mortaio”. (The Neck of the Giraffe, Signet, 1983, pp. 7, 8) Triste a dirsi, atteggiamenti simili si manifestano spesso nel corso di talk-show e dibattiti televisivi ai quali partecipano politici e personaggi dello sport e dello spettacolo. Il risultato di questi scontri ideologici è solitamente quello di lasciare il pubblico ancor più confuso.
QUELLO che NON CAPISCONO
alcuni ACCADEMICI ATEI


BottigliaNel suo libro Not by Chance! Shattering the Modern Theory of Evolution, il fisico israeliano Lee Spetner ha riportato la seguente affermazione, tratta da un libro del più importante scienziato-divulgatore evoluzionista, Richard Dawkins: “Potrebbero esserci delle buone ragioni per credere in Dio; l'argomento del progetto intelligente, però, non è tra di queste”. A questa affermazione Spetner ha ri-sposto: “Potrebbero esserci delle buone ragioni per essere atei; la teoria neo-darwiniana dell'evoluzione, però, non è tra queste”. (Op. cit., p. 174) Si è, infatti, atei (cioè credenti nell'evoluzione biologica), non su una base scientifica (che non esiste, come di solito è presentata quella relativa ai calcoli della probabilità dell’organizzazione spontanea della vita o dell'accumulo di mutazioni fino alla trasformazione di una specie in un'altra), ma per una presa di posizione negazionista su temi molto più profondi e molto più importanti: da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo. Non si vuole ammettere Dio perché non piace dipendere da Dio.
Nel sito dell’UCCR (Unione Cristiani Cattolici Razionali), un sito in antitesi all’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) è stata pubblicata un’intervista al prof. Vincenzo Balzani chimico e professore emerito all’Università di Bologna, molto noto in ambito internazionale e recentemente premiato dalla prestigiosa rivista “Science” tramite il “Nature Award for mentoring in Science”. Nel novembre scorso l’“Huffington Post” ha intervistato Peter William Atkins, noto chimico inglese del Lincoln College, conosciuto anche per le sue battaglie contro la religione e la fede in Dio, in linea con il suo connazionale e ateo irriducibile Richard Dawkins.

In questa intervista il prof. Balzani ha respinto le accuse di Atkins sull’inconciliabilità tra scienza e fede e si è stupito che Atkins abbia tranciato giudizi così categorici che invece non gli aveva espresso nel corso di una conversazione personale. L’errore, secondo Balzani, sta nel modo in cui viene letta e male intesa la Genesi. In realtà, i primi capitoli di questo libro biblico non sono un testo scientifico da interpretare in modo fondamentalista come fanno i creazionisti americani.

Il primo capitolo della Genesi, non è un resoconto scientifico dell’attività di Dio, ma una descrizione per sommi capi degli avvenimenti che si sono susseguiti nel corso della creazione divina delle varie specie viventi, dalle piante agli animali per arrivare all’uomo. Ciò che è significativo è che il primo capitolo della Genesi menziona ripetutamente che le varie forme viventi sono state create secondo le loro specie, quindi non attraverso un processo adattativo evolutivo più o meno lento, ma mediante una creazione speciale. Ritornando a Balzani egli ha detto: “Io penso sia sbagliato anche pensare che la storia dell’universo così come ce la presenta la scienza sia di per sé sufficiente e che quindi non ci sia bisogno di Genesi”.

atkinsIn merito alle affermazioni dogmatiche di Peter Atkins che evidenziano una fiducia spropositata nei confronti della scienza, Balzani ha dichiarato: “È la segreta ambizione di alcuni scienziati: diventare come Dio. Lo scrive anche un illustre collega di Atkins, Stephen Hawking: “Se saremo abbastanza intelligenti per scoprire questa teoria unificata, decreteremo il definitivo trionfo della ragione umana, poiché allora conosceremo il pensiero stesso di Dio” (La Teoria del Tutto, Rizzoli, 2003) … La fisica stessa ci insegna che una delle cose che certamente sappiamo è che non potremo mai sapere tutto (Principio di indeterminazione di Heisenberg). John Maddox (What remains to be discovered, Simon’s book, 1998) spiega che non sappiamo ancora cosa siano lo spazio, il tempo, l’energia, la materia, come è iniziato l’universo e come è iniziata la vita, cosa sono la mente e la coscienza. Altro che sapere tutto. Penso che gli scienziati dovrebbero volare più basso. Come suggerisce Wittgestein, “Su ciò di cui non possiamo parlare è meglio tacere””.

Di conseguenza le affermazioni contro l’esistenza di Dio fatte da scienziati atei nel nome della scienza sono un’espressione di notevole stupidità proprio dal punto di vista scientifico, in base al principio di indeterminazione di Heisenberg. È significativo leggere il commento che ne fa l’Enciclopedia della Scienza e della Tecnologia: “Nel 1927 Heisenberg formulò la legge di capitale importanza nella storia della fisica e della cultura che porta il suo nome. Tale principio afferma l’impossibilità di determinare sperimentalmente, in modo contemporaneo, la posizione e la quantità di moto di una particella. Quel principio, fondamentale per la fisica atomica, per la sua intrinseca formulazione, riveste un carattere di straordinaria importanza anche per la cultura umana in generale.  Al suo interno è fissata infatti la descrizione di un limite invalicabile per la conoscenza umana

Scienziato-pensonoLe leggi naturali, infatti, secondo quel principio non possono esprimere relazioni fisse della natura su cui fondare previsioni univoche; le leggi naturali possono soltanto fornire una formulazione statistica dei fenomeni osservati ed indicare una probabilità di previsione del fenomeno. Questa condizione non è causata dalla limitatezza degli strumenti scientifici di osservazione ma deriva dalla stessa struttura della materia e dalle inevitabili perturbazioni portate, alla struttura, dal processo di osservazione. Osservare significa quindi interagire con il materiale esaminato: questa limitazione, valida nel campo dell'’infinitamente grande come in quello dell’infinitamente piccolo, risulta assolutamente determinante”. — Op. cit., Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1995, p. 1371.

Questo fatto scientifico può spiegare l’affermazione biblica espressa sotto ispirazione divina dal re Salomone che scrisse: “Dio ha dato un senso a tutto, ha messo ogni cosa al suo posto. Negli uomini Dio ha messo il desiderio di conoscere il mistero del mondo. Ma non son capaci di capire tutto quel che Dio ha fatto, dalla prima all'ultima cosa”. (Qoèlet 3:11, TILC) Poiché l’arroganza intellettuale è tipica dell’ateismo, non c’è da sorprendersi se le affermazioni dogmatiche di certi scienziati atei che tranciano giudizi negativi su Dio consistono essenzialmente in dichiarazioni di grande stupidità.

COME si USCIRÀ dalla MISERA REALTÀ
a cui è
"SOTTOMESSA LA CREAZIONE UMANA"

ArmaghedonNegli articoli 1 e 2 presenti in questo sito, il lettore può prendere coscienza dei prossimi avvenimenti che porteranno alla grande tribolazione (una crisi mondiale senza precedenti di cui a lato è raffigurata una possibile scena) e quindi ad Har-Maghedon (la situazione mondiale in cui Dio terminerà il presente sistema di cose), e comprendere come Dio nel prossimo futuro mostrerà d’essere un Dio di salvezza per coloro che fanno parte del suo popolo. Leggendo con attenzione questi due articoli il lettore comprenderà anche la necessità di operare attivamente per la sua stessa salvezza cercando ed unendosi al popolo che ora Dio sta preparando per superare la grande tribolazione e Har-Maghedon ed essere introdotto nel Regno millenario di Cristo. Tutti coloro che sono entrati a far parte dell’organizzazione di Dio sono persone che hanno vinto il mondo alienato da Dio, persone che un tempo erano vittime del "pensiero debole" che caratterizza ateismo, agnosticismo e religionismo.
BambinoFameSono tutte persone di varia estrazione sociale e cultura che hanno cercato una risposta sensata al perché la “creazione [umana] che è stata sottomessa alla vanità non perché l’abbia voluto lei, ma per volontà di colui [Dio] che l’ha sottomessa” e che “anela, in ansiosa attesa, alla manifestazione gloriosa dei figli di Dio”. Benché al momento ancora sofferente, la creazione umana non è stata abbandonata da Dio, ma è “sostenuta … dalla speranza che anche essa, la creazione [umana], sarà affrancata dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla libertà della gloria dei figli di Dio”. — Romani 8:20, 21, traduzione cattolica di Salvatore Garofalo.
MalatoQuesto significa che scene come quelle raffigurate nelle immagini di questa pagina dovranno sparire completamente per far posto a un nuovo mondo dove non vi saranno più fame, povertà, malattie, indigenza, vecchiaia, morte e simili. A molti l’idea di un mondo perfetto, un paradiso terrestre esteso su tutto il pianeta sembra un’utopia, qualcosa di irrealizzabile.
Fra questi increduli vi sono non solo atei e agnostici ma anche molti religionisti i quali credono nella speranza di andare in cielo dopo la morte corporale. Eppure la speranza cristiana rivelata nella Bibbia include anche la promessa di ottenere la vita eterna qui sulla Terra, sotto il Regno di Dio, non in cielo.

Vecchio

È interessante notare che, dopo aver scrittodella gloriosa speranza di essere risuscitati in cielo che i “figli di Dio” generati dallo spirito hanno in quanto “coeredi” di Cristo, l’apostolo Paolo parlò della splendida prospettiva offerta da Dio alle “altre pecore” (Giovanni 10:16), il cui numero non è limitato come quello del “piccolo gregge dalla speranza celeste. Al riguardo si legge questa straordinaria spiegazione di Paolo di Tarso:
“Lo spirito stesso rende testimonianza col nostro spirito che siamo figli di Dio. [cristiani eletti da Dio per regnare in cielo con Cristo] Se, dunque, siamo figli, siamo anche eredi: eredi in realtà di Dio, ma coeredi di Cristo, purché soffriamo insieme per essere insieme anche glorificati. 18 Quindi ritengo che le sofferenze del tempo presente non sono di alcuna importanza in paragone con la gloria che sarà rivelata in noi”. [Quando sarebbero stati risuscitati in cielo] Ma ecco la speranza offerta al resto dell’umanità:

Cimitero

"[L’umanità] fu sottoposta alla futilità... in base alla speranza... e avrà la gloriosa libertà [cioè la vita eterna] dei figli di Dio"

“Poiché l'ansiosa aspettazione della creazione [l’umanità che finora è piagata dal peccato e dalla morte] attende la rivelazione dei figli di Dio. [la manifestazione fisica degli eletti risuscitati in cielo] 20 Poiché la creazione [l’umanità] fu sottoposta alla futilità, non di propria volontà, ma per mezzo di colui che la sottopose, [fu Dio a sottoporre l’umanità alla morte, a causa del peccato ereditato da Adamo ed Eva]in base alla speranza [promessa in Genesi 3:15] 21 che la creazione stessa [l’umanità] sarà pure resa libera dalla schiavitù della corruzione [la morte] e avrà la gloriosa libertà [cioè la vita eterna] dei figli di Dio”. — Romani 8:16-21, TNM.

COSA ATTENDE la "CREAZIONE UMANA"
che CONFIDA in DIO?


ClessidraIl vero Dio, il cui glorioso nome è Yahweh, Jahve o Geova, diede agli esseri umani una concreta speranza di vita eterna quando (dopo che Adamo ed Eva l’avevano irrimediabilmente persa per loro e per i loro discendenti) promise l’eliminazione dell’“originale serpente”, Satana il Diavolo, per mezzo del “seme” promesso. (Rivelazione 12:9; Genesi 3:15) Questo “seme” era in primo luogo Gesù Cristo. (Galati 3:16) Con la propria morte e risurrezione Gesù diede al genere umano una solida base legale e morale per sperare di essere liberato dalla schiavitù del peccato e della morte. La realizzazione di questa speranza è legata alla “rivelazione dei figli di Dio”. (Romani 8:19, TNM) I glorificati unti sono la parte secondaria del “seme”, e verranno ‘rivelati’ quando, risuscitati nel reame spirituale, parteciperanno con Cristo alla distruzione del malvagio sistema di cose di Satana. (Rivelazione 2:26, 27) Questo significherà salvezza per quei componenti delle altre pecore che verranno dalla grande tribolazione. — Rivelazione 7:9, 10, 14.

È confortante sapere che questo malvagio mondo o sistema di cose ha il tempo contato. Provi il lettore a pensare al sollievo che proverà la “creazione” umana durante il Regno millenario di Cristo! Allora i glorificati “figli di Dio” saranno ulteriormente ‘rivelati’ quando, agendo in qualità di sacerdoti con Cristo, elargiranno al genere umano i benefìci fisici del sacrificio di riscatto di Gesù. Nella loro posizione di sudditi del Regno celeste, gli esseri umani (“la creazione”) cominceranno a essere liberati dagli effetti del peccato e della morte. Le persone ubbidienti saranno un po’ alla volta ‘rese libere dalla schiavitù della corruzione’. Se rimarranno fedeli a Geova per tutto il Millennio e durante la prova finale al termine d’esso, vedranno i loro nomi scritti indelebilmente nel “rotolo della vita” e avranno “la gloriosa libertà dei figli di Dio”, cioè la vita eterna nella perfezione fisica e mentale. Davvero una speranza meravigliosa!

PERCHÉ la "CREAZIONE UMANA"
ha SOFFERTO per MIGLIAIA DI ANNI?


Ora siamo giunti alla domanda fondamentale: perché “il Giudice di tutta la terra” (Genesi 18:25) sottopose l’umanità ad un’esistenza penosa e frustrante, ad un genere di vita che l’apostolo Paolo chiamò futilità? La parola greca tradotta “futilità” è ματαιότης (mataiotês) che deriva dal termine greco μάταιος (mataios) che significa “inutile, di nessuno scopo, vano”. Privata della prospettiva della vita eterna, l’umanità si è venuta a trovare in una condizione disperata, un’esistenza spaventosamente limitata dalla morte, che avrebbe cancellato per sempre ogni essere umano dalla faccia della Terra riducendolo a cibo per i vermi. Questo non avvenne “di [nostra] propria volontà” o in seguito ad una nostra scelta personale. È una situazione che abbiamo ereditato da Adamo ed Eva. O-gnuno di noi è nato oppresso dal peccato e dall’imperfezione, schiavo, per così dire, di un sistema caratterizzato da frustrazione e futilità.
AdamoEvaPerché avvenne questo? Perché i nostri primogenitori, Adamo ed Eva, vollero essere “simili a Dio” (Genesi 3:5), avendo la piena autodeterminazione e decidendo da se stessi il bene e il male. Non tennero conto di un fattore basilare che riguarda la libertà: solo il Creatore può avere la libertà assoluta. Egli è il Sovrano universale. (Isaia 33:22; Rivelazione 4:11) La libertà dell’uomo non può che avere dei limiti. Per questo il discepolo Giacomo incoraggiò i cristiani del suo tempo a farsi guidare dalla “legge perfetta che appartiene alla libertà”. (Giacomo 1:25) Giustamente Geova espulse Adamo ed Eva dalla sua famiglia universale e di conseguenza essi morirono. Che dire però dei loro discendenti? Misericordiosamente, sebbene ora Adamo ed Eva potessero trasmettere solo l’imperfezione, il peccato e la morte, Geova permise loro di generare figli. Così “la morte si estese a tutti gli uomini”. (Ro-mani 5:12, TNM) Così, permettendo ai discendenti di Adamo ed Eva di nascere e sopravvivere sebbene imperfetti, Dio ‘sottopose la creazione alla futilità’.

Si dimostrò giusto in questo? Molti accusano Dio dicendo che non avrebbe dovuto permettere tutte le sofferenze che ha patito l’umanità nel corso dei millenni. Nel tentativo di trovare una spiegazione, alcuni negano l’esistenza di Dio, mentre altri negano l’esistenza del male. Queste sono conclusioni realistiche? Esiste una risposta corretta? Consideriamo la gravità del peccato che avevano commesso i nostri primogenitori. Ribellandosi a Geova Dio si erano schierati dalla parte di Satana, che aveva sfidato la Sua sovranità. Con le loro azioni avevano sostenuto l’asserzione secondo cui l’uomo vive meglio senza Dio e può governarsi da solo sotto la guida di una creatura spirituale ribelle. Condannando i ribelli, Geova in effetti aveva dato loro quello che chiedevano. Aveva permesso all’uomo di autogovernarsi sotto l’influenza di Satana.
Date le circostanze, quale decisione avrebbe potuto essere più giusta che assoggettare l’umanità alla futilità in base alla speranza di una futura liberazione dalla futilità? Nel corso dei millenni molti uomini hanno stupidamente operato contro questa speranza e oggi ne abbiamo una triste e penosa manifestazione con coloro che sono diventati seguaci dell’ateismo.

UN’ASTROFISICA ATEA
manifesta la sua MANCANZA di FEDE


Lago

Zichichi

Scegliere l’ateismo come dottrina di vita significa annullare il vero significato e scopo dell’esistenza umana nell’universo, significa operare contro la speranza che Dio ha dato all’umanità sottoponendola alla futilità. Significa assumere un atteggiamento di grande ignoranza nei confronti della creazione e del Creatore. Il noto fisico Antonino Zichichi, professore emerito dell’Università di Bologna, già presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e della Società Europea di Fisica ha osservato: “Il messaggio della scienza è che c’è una logica, e se c’è allora ci dev’essere anche un Autore. Coloro che negano l’esistenza dell’Autore sono in contraddizione logica. L’ateismo quindi è atto di fede nel nulla, non è un atto di ragione”.

Tramonto

Al riguardo Zichichi ha ricordato l’atteggiamento di Margherita Hack, la celebre astrofisica atea scomparsa nel 2013, “quando a Siena mi disse che preferiva il Nulla”. (http://www.uccronline.it/tag/antonino-zichichi/).

Eppure, ha spiegato Zichichi, “se l’universo subnucleare non fosse retto da una logica rigorosa io sarei disoccupato. Non saprei cosa fare domani. Né avrei mai potuto far niente nella mia carriera di fisico impegnato a decifrare la logica scritta nel libro della natura. Se c’è una logica deve esserci un Autore. Ecco perché io credo in Colui che ha fatto il Mondo. L’ateismo nega l’esistenza dell’Autore. Negare l’esistenza di questa logica corrisponde a negare l’esistenza della Scienza. L’ateismo non sa dimostrare com’è possibile l’esistenza di una logica senza che ci sia Colui che di questa logica è l’Autore. Ecco perché io dico che l’ateismo non è atto di ragione ma di fede nel Nulla.

M.Hack

La Hack ha risposto così al fisico siciliano, durante un dibattito pubblico: “Sono d’accordo con ciò che ha detto il professore Zichichi. Io, Margherita Hack, preferisco l’atto di fede nel Nulla all’atto di ragione che mi porterebbe a credere in Dio”. (http://www.uccronline.it/tag/antonino-zichichi/).

PratoFiorito

In riferimento alla Hack, il prof. Piero Benvenuti, ordinario presso il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova, dove è anche direttore del CISAS (Centro Interdipartimentale di Studi e Attività Spaziali), e consigliere amministrativo dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), ha detto: “Il suo limite era che per lei tutto era meccanismo, materia. Nel suo “infinito” non c’era spazio per l’amore, per una prospettiva di amore extratemporale, per la speranza. E quando è così, anche se lei non lo ha mai ammesso, c’è solo la disperazione, lo insegna anche la storia. L’amore non è un fatto chimico, né un algoritmo: è qualcosa di più”. (ibidem) Benvenuti ha corretto talvolta gli errori scientifici della Hack come divulgatrice. L’errore morale della Hack è tipico dell’ateismo, infatti la Bibbia dichiara: “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”. — 1 Giovanni 4:8, TNM.
(Vedi pag. 2)

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