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LA CULTURA DELLA VITA CONTRO LA CULTURA DELLA MORTE - pag. 1


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pagina 1

Morte contro vita
e vita contro morte
Vita 001
Le strutture biologiche degli esseri viventi vengono sistematicamente edificate e successivamente demolite in un processo continuo. Il significato della vita procede in un avvicendamento antagonistico fra la vita e la morte. Tuttavia l’uomo è l’unico essere vivente per cui la morte costituisce una tragedia esistenziale. Che cosa significa nell’uomo, il desiderio naturale di immortalità, questa irrefrenabile aspirazione di sconfiggere la morte? Questo sogno esprime la volontà di sfuggire alla presa dei processi biologici che vogliono sopprimere la vita, una continua determinazione di vivere, di non voler morire. Non solo sopravvivere, ma sempre più svilupparsi, conoscere, progredire in conoscenza. Se la morte fosse un processo naturale, perché l’uomo dovrebbe avere questa innaturale aspirazione verso la continuità della sua vita a tempo indefinito?
E’ innegabile il fatto che tutti possono costatare questo continuo sforzo dell’essere umano per non morire, salvo i casi di suicidio di coloro che sono disperati e che scelgono la morte per non continuare a soffrire. È interessante notare che un passo veterotestamentario della Bibbia fornisce una spiegazione razionale e logica di questo particolare fenomeno umano, contrario allo stato delle cose presenti in natura, dove tutti gli esseri viventi sono soggetti al ciclo naturale della vita e della morte. Si tratta di una dichiarazione sorprendente per gli straordinari obiettivi che pone in essere a tutti gli esseri umani. Si legge quanto segue:
Vita 002Opera di Zdzisław Beksiński
Anche il tempo indefinito [Dio] ha posto nel loro cuore, affinché il genere umano non trovi mai l’opera che il [vero] Dio ha fatto dall’inizio alla fine”. Ecclesiaste 3:11, TNM.
Riferendosi sempre a Dio, un’altra versione biblica traduce: “Ha messo l’eternità nel cuore degli uomini”.Ecclesiaste 3:11, The Amplified Bible.
Se la spiegazione dell’esistenza dell’uomo fosse un impersonale e casuale processo evolutivo biologico, non si spiega perché si sarebbe dovuto sviluppare il desiderio dell’eternità, cioè di non morire. È altresì un fatto che gli esseri umani non solo desiderano vivere a tempo indefinito, ma possiedono anche il potenziale per vivere per sempre.
Vita 003
Infatti la ricerca scientifica ha indicato che non c’è limite alla capacità umana di imparare e questo per un altro fatto sorprendente, cioè che in natura non c’è niente di simile al cervello umano per complessità e capacità di recupero. Diversamente dagli animali, noi umani abbiamo una mente creativa capace di ragionare e considerare concetti astratti. La scienza si trova ancora in uno stadio di limitata comprensione del potenziale del cervello umano, ma è significativo notare che tale potenziale si conserva anche in tarda età. Gli scienziati hanno compreso che la maggioranza delle funzioni cerebrali non vengono deteriorate dal processo di invecchiamento. Questa situazione cosa vuole farci capire? Un fatto fondamentale: l’esistenza dell’uomo sulla terra deve necessariamente avere uno scopo grandioso.
Vita 004
Ma per conoscere questo scopo occorre emanciparsi dallo stato di ignoranza che facilmente può farci credere che lo scopo della vita sia la vita stessa. Fedi dogmatiche e irrazionali come agnosticismo, ateismo e perfino religionismo inducono fatalmente a commettere proprio questo clamoroso errore. Negando il fatto che tutto ciò che esiste sulla terra in quanto natura (dai vegetali, agli animali fino all’uomo) non è il frutto del caso né di una lenta e progressiva evoluzione biologica guidata da un Dio misterioso ma è il risultato di un’antica creazione divina, diventa inevitabile farsi un’opinione completamente sbagliata della nostra stessa esistenza.
Vita 005
I fatti della vita dimostrano senza ombra di dubbio che la nostra presenza sulla terra è stata voluta da Dio. Di conseguenza il nostro creatore risulta essere anche il massimo garante della vita in senso generale e, specialmente, della vita umana. Giudicare le cose in modo diverso rispetto a questa conclusione è l’errore più stupido che un essere umano possa commettere. Triste a dirsi molti rifiutano questa conclusione a motivo del male e della sofferenza che vedono nel mondo. Nel tentativo di trovare una spiegazione, molti negano l’esistenza di Dio, mentre altri credono che porsi il problema di Dio sia assolutamente inutile.
Vita 006 1Oggi il punto di vista della maggioranza delle persone sulla vita e sulla morte si è talmente allontanato rispetto ai fatti reali che per loro è impossibile esprimere un giudizio corretto su temi così importanti. I nuovi sacerdoti dell’ateismo (Richard Dawkins, Sam Harris, Christofer Hitchens e Daniel Dennet) hanno influenzato negativamente la facoltà di ragionare di milioni di persone, le quali hanno finito per ignorare o prendere per scontati molti aspetti che rendono possibile la vita sulla Terra che dimostrano inequivocabilmente un proposito divino. La cura protettiva di Dio verso la vita umana si può infatti anche notare da come la cultura della vita, che caratterizza la cultura di Dio, operi a livello fisico.
 
Come la cultura della vita opera a livello fisico


Vita 007
Per rendercene conto esaminiamo due straordinari schermi protettivi che garantiscono la nostra esistenza e la nostra conservazione in vita: (1) l’atmosfera terrestre e (2) il campo magnetico terrestre.
Il primo schermo protettivo, rappresentato dall’atmosfera terrestre, è assolutamente indispensabile per sostenere la nostra vita, e consiste in una miscela ottimale di vari gas nelle proporzioni ideali: 78% di azoto, 21% di ossigeno e 1% fra argo, vapore acqueo e anidride carbonica. Per mantenere l’equilibrio è necessario l’uso ed il rinnovo continuo di questi gas per mezzo di piante, suolo, vita animale ed umana.
Vita 008
 Ma quest’aria respirabile non servirebbe a nulla se nella nostra struttura fisica non esistesse un delicato meccanismo che ci permette di respirare questa miscela di gas per sostenere la nostra vita: la molecola dell’emoglobina.
Dobbiamo sapere che il semplice fatto di respirare non basterebbe in sé a tenerci in vita se non fosse per la presenza della molecola di emoglobina, un capolavoro di ingegneria molecolare e indiscutibile opera del nostro amorevole Creatore che ancora una volta mostra d’essere il massimo garante della vita.

Vita 009
 
L’emoglobina, che si trova all’interno di ognuno dei nostri 30.000 miliardi di globuli rossi, trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo. Senza l’emoglobina noi moriremmo quasi all’istante. Tutti i nostri ambiziosi progetti e desideri verrebbero cancellati se non fosse per la presenza dell’emoglobina. Come fanno le molecole di emoglobina a legarsi alle molecole di ossigeno, a trattenerle saldamente e a rilasciarle, e tutto questo al momento giusto? Entrano in gioco altri prodigi di ingegneria molecolare.

 


Vita 010
 
Si potrebbe paragonare ogni molecola di emoglobina presente in una cellula ad un’autovettura a quattro porte, con spazio per quattro “passeggeri”. Tale vettura molecolare non ha bisogno di qualcuno al volante, dato che viaggia all’interno di un globulo rosso, che potremmo immaginare come un container carico di molecole di emoglobina.

 

Vita 011
Il viaggio della molecola di emoglobina inizia quando i globuli rossi raggiungono gli alveoli polmonari, l’“aeroporto”. Quando introduciamo aria nei polmoni con l’inspirazione, arrivano tante piccole molecole di ossigeno che iniziano subito a cercare un passaggio in un’autovettura. Si disseminano velocemente nei globuli rossi, i “container”.
 
Vita 012
In questo momento all’interno di ogni globulo rosso le “porte” della vettura dell’emoglobina sono ancora chiuse. Tuttavia non passa molto tempo prima che nello scompiglio generale una molecola di ossigeno riesca ad introdursi in una vettura e a prendere posto. A questo punto succede qualcosa di molto interessante.
All’interno del globulo rosso la molecola di emoglobina inizia a cambiare forma. Non appena il primo passeggero di ogni vettura sale, tutte e quattro le “porte” si aprono automaticamente, e questo consente agli altri passeggeri di salire a bordo con più facilità. Questo processo di cooperazione è così efficiente che nel tempo di un solo respiro il 95% dei “sedili” di tutte le vetture di un globulo rosso vengono occupati.
Complessivamente, gli oltre 250.000.000 di molecole di emoglobina di un solo globulo rosso possono trasportare un miliardo di molecole di ossigeno. Ben presto il globulo rosso che contiene tutte queste vetture è pronto a distribuire il suo prezioso carico di ossigeno ai tessuti dell’organismo che ne hanno bisogno. Ma cosa impedisce alle molecole di ossigeno di “scendere” prima del tempo? Entra in gioco un altro prodigio della creazione divina. All’interno di ogni molecola di emoglobina le molecole di ossigeno si legano agli atomi di ferro che sono lì ad attenderle.

Vita 013
Lo scienziato Max F. Perutz, premio Nobel nel 1962 per i suoi studi sulla molecola dell’emoglobina, ha osservato: “Sembra così facile respirare, eppure a quanto pare questa elementare manifestazione della vita esiste grazie all’interazione che c’è fra i molti tipi di atomi di una grande molecola estremamente complessa”.
Solitamente, quando ossigeno e ferro si combinano in presenza di acqua, si forma l’ossido idrato di ferro, conosciuta come la ruggine. Quando il ferro arrugginisce, l’ossigeno si lega permanentemente in un cristallo. Ma allora come fa la molecola di emoglobina a permettere a ferro e ossigeno di legarsi in modo reversibile nel globulo rosso, dove è presente acqua, senza che si formi la ruggine?
 
Vita 014

Per rispondere a questa domanda esaminiamo più da vicino la molecola di emoglobina. È costituita da atomi di idrogeno, carbonio, azoto, zolfo e ossigeno, circa 10.000 in tutto, opportunamente legati intorno a 4 atomi di ferro. Perché i quattro atomi di ferro hanno bisogno di essere inseriti in tale struttura?
 
 
 
Vita 015
 
 
 
Innanzi tutto i quattro atomi di ferro sono dotati di carica elettrica e devono rimanere sotto stretto controllo. Se vagassero liberamente all’interno del globulo rosso, gli atomi dotati di carica, detti ioni, potrebbero fare molto danno. Pertanto ognuno dei quattro ioni di ferro è incastonato al centro di una rigida struttura protettiva.
 
 
 

 

 
Vita 016
Inoltre le quattro strutture sono opportunamente posizionate all’interno della molecola di emoglobina in modo tale che gli ioni di ferro possano essere raggiunti dalle molecole di ossigeno, ma non dalle molecole d’acqua. E non essendoci acqua non possono formarsi cristalli di ruggine.
Il ferro presente nella molecola di emoglobina non può legarsi da sé stesso all’ossigeno e dividersi da esso. Occorre notare che senza i quattro ioni di ferro il resto della molecola di emoglobina sarebbe inutile. L’ossigeno può essere trasportato attraverso il torrente sanguigno solo al condizione che questi ioni abbiano la loro precisa collocazione all’interno della molecola di emoglobina.

Vita 017
Quando lasciano le arterie e si spostano nei capillari all’interno dei tessuti dell’organismo, i globuli rossi trovano un ambiente diverso. Infatti qui la temperatura è più elevata rispetto a quella della regione polmonare; inoltre c’è meno ossigeno e più acidità a motivo dell’anidride carbonica che circonda i globuli.
Tutto questo segnala alle molecole di emoglobina, cioè le metaforiche vetture, all’interno delle globuli rossi che è arrivato il momento di rilasciare i passeggeri, cioè le molecole d’ossigeno. Quando l’ossigeno esce dalle molecole di emoglobina, queste cambiano di nuovo aspetto. Cambiano quanto basta per “chiudere le porte” e lasciare fuori l’ossigeno laddove è necessario.
    Il fatto di aver chiuso le porte impedisce anche all’emoglobina di riportare per sbaglio dell’ossigeno ai polmoni. Per il viaggio di ritorno viene invece fatta salire a bordo l’anidride carbonica
Ben presto i globuli rossi privi di ossigeno fanno ritorno nei polmoni, dove le molecole di emoglobina rilasciano l’anidride carbonica e vengono ricaricate con il prezioso ossigeno. Nel corso della vita di un globulo rosso, che è di 120 giorni circa, questo processo si ripete migliaia di volte. L’emoglobina è davvero straordinaria. Si tratta di una grande molecola estremamente complessa. Proviamo senz’altro ammirazione e siamo grati al Creatore per questo prodigio di micro-ingegneria che Lui stesso ha ideato (e non certo il demiurgo del cieco caso) per rendere possibile la vita.
 
Vita 018A lato: Biodisponibilità dell’ossido di azoto e malattie. L’importanza dell’ossido di azoto e fondamentale per la vita, essendo una molecola strategica per i sistemi antiossidanti dell’organismo.
 
Il nostro sangue rivela infatti uno straordinario segreto. L’emoglobina è oggetto di studi approfonditi da oltre 60 anni e si dice che possa essere la proteina più studiata in biologia. Da tempo si sa che nel viaggio di andata trasporta ossigeno dai polmoni ai tessuti e nel viaggio di ritorno trasporta anidride carbonica e monossido d’azoto. Tuttavia, medici e scienziati sono rimasti sorpresi da scoperte recenti che indicano che l’emoglobina ha anche un altro ruolo: quello di trasportare a tutte le parti del corpo una forma di monossido d’azoto legata in maniera diversa, chiamata “super ossido d’azoto”.
Il super ossido d’azoto in realtà svolge un ruolo importante per la salute e per mantenere vive le cellule e i tessuti, compresa la conservazione della memoria e dell’apprendimento, le erezioni sessuali e la pressione del sangue. Regolando la quantità di monossido di azoto che arriva ai vasi sanguigni del corpo, l’emoglobina può far espandere o contrarre i vasi sanguigni. L’autorevole quotidiano New York Timesha affermato: “È probabile che la scoperta abbia ripercussioni significative sulla cura della pressione del sangue e sullo sviluppo del sangue artificiale”. Attualmente quasi tutti i sostituti del sangue tendono a far salire la pressione del sangue. Questo, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuto alla mancanza di super ossido di azoto.

Altri provvedimenti di Dio
a favore della vita
Vita 019Ritorniamo ora al primo scudo e schermo protettivo per la vita: l’atmosfera terrestre. Tale atmosferanon si limita a provvederci aria da respirare ma svolge un’altra preziosa ed importante funzione protettiva per la vita: ci salvaguarda anche dalla maggior parte di quei detriti che, vagando nello spazio, entrano in rotta di collisione con il nostro pianeta. Il nostro sistema solare non comprende solo il sole, i nove pianeti e le loro lune. Vi orbitano anche comete (agglomerati di ghiaccio e polvere), asteroidi (pianetini o pianeti minori) e meteoroidi (in gran parte frammenti di asteroidi). Gli scienziati sanno che la Terra è soggetta ad un continuo bombardamento cosmico.

Basta guardare la superficie della Luna cosparsa di crateri attestanti l’impatto con gli asteroidi per capire che i detriti cosmici sono una realtà. Se non fosse per l’atmosfera e per il continuo rinnovarsi della superficie terrestre dovuto ai movimenti tettonici e all’erosione, la superficie della terra sarebbe costellata di crateri come quella della Luna.
Vita 020
Gli scienziati calcolano che ogni giorno nell’atmosfera terrestre siano visibili ben 200 milioni di meteore. In genere gli oggetti che entrano nell’atmosfera sono piccoli e si disintegrano praticamente senza essere notati. Alcuni, però, resistono al tremendo calore e vengono rallentati dall’attrito dell’aria a una velocità di poco più di 300 chilometri orari.
I loro resti si abbattono al suolo sotto forma di meteoriti. Visto che di solito cadono in mare o in zone disabitate, è raro che causino danni alle persone. Si calcola che gli oggetti che entrano nell’atmosfera facciano aumentare il peso della Terra di centinaia di tonnellate ogni giorno.

Vita 021
 
 
A contatto con la nostra atmosfera, infatti, frammenti di roccia che potrebbero causare notevoli danni alla vita sulla Terra si inceneriscono, generando bellissime scie luminose nel cielo notturno. Sulla superfice del nostro pianeta sono presenti grandi crateri a riprova che nel lontano passato ci sono stati impatti con oggetti cosmici di grandi dimensioni.
 
 
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Ad esempio in Arizona una meteorite ferrosa ha scavato lo spetta colare Meteor Crater: un buco largo più di un chilometro e profondo quasi 200 metri. (vedi foto a lato) Cosa accadrebbe se una meteorite del genere colpisse una città? Una famosa ricostruzione esposta all’American Museum of Natural History di New York mostra che se un oggetto del genere colpisse Manhattan la distruggerebbe completamente.

In base alle evidenze disponibili risulta che nel corso del cataclisma mondiale del diluvio che avvenne ai giorni di Noè, circa 45 secoli or sono, una serie di violenti impatti di corpi cosmici si sono verificati sulla superfice terrestre, come ad esempio l’impatto nel golfo del Messico che ha causato un cratere di enormi dimensioni. Tale cratere, noto con il nome di Chicxulub, ha creato sulla superficie della Terra una cicatrice del diametro di 180 chilometri.
 
Vita 23 1
 
Si ritiene che questo enorme cratere, situato vicino alla punta settentrionale della penisola dello Yucatán, in Messico, sia quanto resta dell’impatto di una cometa o di un asteroide del diametro di 10 chilometri. C’è chi sostiene che i cambiamenti climatici provocati da questo impatto abbiano causato l’estinzione dei dinosauri e di altri animali terrestri e marini.
 
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Non dimentichiamo che il diluvio noetico è consistito in un cataclisma di gigantesche proporzioni che, oltre a forti piogge, comprendeva altri eventi naturali come terremoti, maremoti, sollevamenti e abbassamenti della crosta terrestre e impatti di asteroidi che, tutti insieme, hanno provocato enormi inondazioni sul nostro pianeta.

 Secondo alcuni scienziati le fosse oceaniche, alcune delle quali profonde oltre 6300 metri, potrebbero essere la conseguenza di alcuni asteroidi che avrebbero bombardato la Terra. In questo caso la terribile violenza dell'impatto dovette modificare l’inclinazione dell’asse terrestre, provocando cambiamenti di clima e l’esondazione delle acque oceaniche sui continenti esistenti.
 
La catastrofe del diluvio
preservò la vita
Vita 025 Nel cap. decimo del libro L’errore di Darwin di Hans Joachim Zillmer, nel cap. 4 del libro L’incredibile scoperta dell’arca di Noè di Charles Sellier e David Balsiger e nel cap. sei del libro Il Diluvio universale tra mito e scienza della Narkas (Associazione archeologica e scientifica) è menzionata una serie di violenti impatti di asteroidi che si abbatterono sulla superfice terrestre in concomitanza con il diluvio dei giorni di Noè. Viene detto che questi impatti contribuirono alla devastazione che si scatenò sulla Terra con l’esondazione delle acque diluviali e alla variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre che provocò notevoli cambiamenti climatici sull’intero pianeta. Nella Bibbia si legge: “E le acque prevalsero tanto grandemente sulla terra che tutti gli alti monti che erano sotto tutti i cieli furono coperti. Le acque prevalsero su di essi di quindici cubiti e i monti furono coperti”. Genesi 7:19, 20, TNM.
   Qualche critico potrebbe affermare che la distruzione menzionata nel diluvio biblico sarebbe stato un evento scatenato da un Dio crudele e privo di considerazione per la vita umana e animale. Nella Bibbia si legge infatti che il diluvio mandato da Dio causò una strage di immense proporzioni tra esseri umani e creature animali. Nella Bibbia si legge questo resoconto:
Vita 026
Spirò dunque ogni carne che si muoveva sulla terra, fra le creature volatili e fra gli animali domestici e fra le bestie selvagge e fra tutti gli sciami che sciamavano sulla terra, e tutto il genere umano. Tutto ciò nelle cui narici era attivo l’alito della forza della vita, cioè tutto ciò che era sul suolo asciutto, morì. Così egli cancellò ogni cosa esistente che era sulla superficie del suolo, dall’uomo alla bestia, all’animale che si muoveva e alla creatura volatile dei cieli, e furono cancellati dalla terra; e sopravvivevano solo Noè e quelli che erano con lui nell’arca”.Genesi 7:21-23, TNM.
Per poter esprimere un corretto giudizio su Dio bisogna considerare le motivazioni che indussero Dio a scatenare tutta questa distruzione della vita, come si legge: 

Vita 027“Di conseguenza Geova vide che la cattiveria dell’uomo era abbondante sulla terra e che ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore era solo cattiva in ogni tempo. E Geova si rammaricò di aver fatto gli uomini sulla terra, e se ne addolorò nel suo cuore.Genesi 6:5, 6, TNM.
“E la terra si rovinò alla vista del [vero] Dio e la terra si riempì di violenzaDio vide dunque la terra, ed ecco, era rovinata, perché ogni carne aveva rovinato la sua via sulla terra.Genesi 6:11, 12, TNM.
Questa espressione è impressionante: la terraera rovinata, perché ogni carne aveva rovinato la sua via sulla terra”. Geova cancellò quel mondo violento, demonico, sessualmente sfrenato. Mandando quel grande Diluvio, Dio spazzò via tutto ciò che era cattivo. Allora, gli uomini rovinarono la Terra con la loro corruzione morale e con la loro violenza, facendo della Terra una cosa impura e ripugnante alla vista di Dio. C’è da notare che Dio non aveva creato animali violenti e carnivori, ma pacifici ed erbivori, come si legge:
“E Dio proseguì, dicendo: “Ecco, vi ho dato tutta la vegetazione che fa seme che è sulla superficie dell’intera terra e ogni albero sul quale è il frutto di un albero che fa seme. Vi serva di cibo. E a ogni bestia selvaggia della terra e a ogni creatura volatile dei cieli e a ogni cosa che si muove sopra la terra in cui è vita come un’anima ho dato tutta la verde vegetazione per cibo”. E così si fece. Dio vide poi tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, [era] molto buono”.Genesi 1:29, 30, TNM.
Vita 028Tuttavia, stando ai ritrovamenti fossili, nel lontano passato ci furono animali violenti che si nutrivano di altri animali. Cosa era accaduto di così terribile per trasformare la loro naturale indole mite in una violenta e bramosa di nutrirsi di carne? La Bibbia non lo dice ma possiamo pensare che la crudeltà degli angeli ribelli materializzati unita alle loro capacità e conoscenze superiori possono averli spinti non solo a generare, attraverso l’accoppiamento con le donne, esseri mostruosi ed estremamente violenti (i giganteschi e malvagi nefilim menzionati in Genesi 6:4) ma anche a manipolare certe specie animali per farle diventare crudeli, sanguinarie e affamate di carne.
Vita 029
Che dire degli esseri umani contemporanei di Noè? La maggioranza di loro preferì rischiare la violenza e sopportare le condizioni che andavano peggiorando perché amavano il modo di vivere esistente, in quanto lo prediligevano alla sottomissione alla giusta volontà del loro Creatore. Il diluvio universale spazzò via la generazione di quel tempo che aveva sfidato Dio. Di loro Gesù descrisse l’indifferenza morale:
“Poiché come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo. Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo".Matteo 24:37-39, TNM.
La distruzione portata dal diluvio tolse il male dalla Terra e preservò la vita umana e animale per un nuovo inizio. La Terra, benché fosse stata completamente sommersa dalle acque, sussisté, come sopravvisse nell’arca costruita da Noè un piccolo rimanente di viventi del genere umano e degli animali. Ancora una volta Dio si dimostrò il massimo garante della vita. La cultura della vita aveva prevalso sulla cultura della morte. Per completare il nostro esame della cultura della vita consideriamo altre evidenze fisiche che mostrano la cura protettiva di Dio per la vita: il campo magnetico terrestre e i cicli naturali della Terra.


Segue pag. 2

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