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SHALE GAS - LA ROVINA DELLA TERRA SI STÀ COMPLETANDO - pag. 1

SHALE GAS

LA ROVINA DELLA TERRA
SI STÀ COMPLETANDO - PAG. 1

Gas shele 500
È giunta l'ora della resa dei conti, è venuto il momento
di distruggere tutti quelli che rovinano la terra
Apocalisse 11:18, TILC.
Felicemente, chi possiede la corretta cultura biblica è consapevole che i “dolori di partoMatt. 24:8, TILC, aumenteranno, man mano che ci avviciniamo al punto di non ritorno, per ampiezza, frequenza ed intensità. Le scene di disperazione che sempre più spesso si vedono accadere in varie parti del mondo avvalorano le parole profetiche di Gesù. La Bibbia ha previsto che Dio dovrà intervenire per “ridurre in rovina quelli che rovinano la terra”. (Rivelazione 11:18, TNM) In entrambi i casi è usato il verbo διαφθείρω (diaftheirô) che presenza più sfumature di significato. Nel caso in cui è applicato a Dio significa distruggere, eliminare fisicamente e nel caso in cui è applicato agli uomini malvagi significa rovinare in senso fisico e corrompere in senso morale.

 NUOVO
FENOMENO INDUSTRIALE:
GAS SHALE

Imm 001

Prendiamo in considerazione un nuovo e recente fenomeno industriale: l’estrazione dello shale gas mediante il processo chimico-fisico denominato fracking.In un sito web specializzato si legge: “Il Gas di Scisto o Shale Gas è un tipo di gas metano derivato da argille ed è prodotto in giacimenti non convenzionali, situati tra i 2000 e i 4000 metri di profondità e raggiungibili attraverso tecniche di perforazioni orizzontali e fratturazioni idrauliche.



Imm 002

L’estrazione dello Shale Gas è tornata in auge negli ultimi anni anche in Europa, tuttavia l’entusiasmo iniziale ha presto lasciato il posto ai timori derivanti dalla tecnica della fratturazione idraulica e dai rischi ambientali derivanti dall’estrazione. Durante l’estrazione il Gas di Scisto libera nell’atmosfera una quantità di anidride carbonica, il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra. Tutti gli approfondimenti e le novità sullo Shale Gas o Gas di Scisto, le ricerche ed i siti in cui viene estratto nel mondo”. http://www. greenstyle.it/ storie/shale-gas.

DANNI AL SISTEMA ORMONALE

Imm 003

Secondo un autorevole studio scientifico il fracking provoca effetti nocivi al sistema ormonale umano. Al riguardo si legge: “Il fracking interferirebbe con il sistema ormonale umano provocando effetti nocivi sulla salute. A questa conclusione sono arrivati i ricercatori americani dell’Università del Missouri che hanno studiato un risvolto finora non tanto preso in considerazione di questa forma di approvvigionamento energetico. Durante il processo di fratturazione idraulica (fracking) per estrarre shale gas, si perforano le rocce con alcune sostanze chimiche. Analizzando l’acqua nei bacini vicini ai siti nei quali il fracking viene praticato negli Stati Uniti, sono state trovate tracce troppo elevate di interferenti endocrini.

Imm 004

“In sostanza, affermano i ricercatori, gli agenti chimici utilizzati per distruggere le rocce finiscono nei bacini idrici e da qui inquinano le riserve utilizzate dagli esseri umani. Una volta entrati in contatto con il sistema endocrino, gli interferenti disturbano le risposte del corpo agli ormoni, sia maschili che femminili, favorendo così malattie metaboliche, neurologiche o interferenze con l’apparato riproduttivo

 


EFFETTI
DEVASTANTI SUI BAMBINI

“E gli effetti sembrano ancora più devastanti quando le sostanze chimiche vengono assorbite dal corpo di un bambino. Più di 700 sostanze chimiche sono utilizzate nel processo di fracking, e molte di loro disturbano la funzione ormonale. Con il fracking in aumento, le popolazioni possono affrontare maggiori rischi per la salute a causa di una maggiore esposizione chimica del sistema endocrino ha spiegato Susan Nagel, uno dei principali autori dello studio pubblicato sulla rivista specializzata Endocrinology.

AVVELENAMENTO DELLE ACQUE
IN SUPERFICIE

Imm 005

“La ricerca si è basata sui campioni prelevati dai siti in cui c’erano stati incidenti nella Garfield County, Colorado, a causa dei quali c’erano state dispersioni di sostanze chimiche. I risultati di queste rilevazioni sono stati poi confrontati con quelli simili effettuati in altri luoghi, e si è così scoperto che i livelli di inquinamento più preoccupanti avvengono nelle acque di superficie, fiumi come il Colorado che raccoglie per migliaia di chilometri queste sostanze provenienti dai pozzi di perforazione (nella sola Contea di Garfield sono oltre 10 mila), rendendo molto pericoloso in questo modo l’approvvigionamento idrico”.
http://www.greenstyle.it/fracking-pro-voca-effetti-nocivi-al-sistema-ormonale-lo-rivela-uno-studio-65976.html.


TERREMOTI IN AUMENTO

Imm 006Un altro serio studio scientifico ha lanciato l’allarme, perché risulta dimostrata la connessione tra fracking e terremoti, come si legge: “Che il fracking causi i terremoti lo sospettano gli ambientalisti e qualche geologo da alcuni anni. Adesso però arriva la conferma scientifica dal Texas, probabilmente la “patria” dello shale gas. Alcuni ricercatori della Southern Methodist University hanno appena pubblicato l’articolo “Analysis of the Cleburne, Texas, Earthquake Sequence from June 2009 to June 2010″ sul Bulletin of the Seismological Society of America. Nell’articolo i ricercatori dimostrano come nell’area normalmente non sismica di Cleburne, le operazioni nei pressi dei pozzi destinati al fracking abbiano comportato dei terremoti più grandi in grado persino di danneggiare le abitazioni del circondario.

 
MICRO-TERREMOTI
:
ANTEPRIMA DI
GRANDI TERREMOTI

Imm 007“I ricercatori hanno analizzato un campione decisamente ampio: ben 50 terremoti che hanno colpito l’area di Cleburne in Texas tra il 2009 e il 2010. Studi come questo della Southern Methodist University non sono isolati, tempo fa anche ricercatori della US Geological Survey hanno dimostrato come l’iniezione di acqua nel terreno per estrarre gas possa provocare micro-terremoti.
“Questi ultimi, spesso sottovalutati dai cosiddetti “esperti”, per molti potrebbero in realtà essere la causa scatenante dei grandi terremoti. Oltre alle ricerche accademiche una prova tangibile della pericolosità del fracking dello shale gas è la Contea di Johnson, in Texas, zona storicamente non sismica, dove negli ultimi mesi si sono verificati diversi terremoti, nelle ultime 3 settimane ben 16 casi.
“Gli abitanti raccontano di sentire le loro case gemere, e in alcuni casi vedono persino aprirsi delle crepe nei muri e nei pavimenti. Proprio a causa di questa situazione, nel luglio scorso un gruppo di famiglie della Johnson County ha deciso di fare causa alle compagnie responsabili (EOG Resources, Enterprise Crude Oil, Royal Dutch Shell e Sunoco Logistics) per i danni alle loro case. È stato così nominato un panel di esperti che ha spiegato come non sono tanto le esplosioni a causare i terremoti, quanto l’iniezione di acque reflue che servono per distruggere le rocce dalle quali poi si ricava il gas. Visto il boom dello shale gas americano, le cause avviate nella Johnson County sono destinate ad allargarsi negli States?” http://www.greenstyle.it/fracking-e-terremoti-connessione-dimostrata-in-texas-65006.html.

CONTAMINAZIONE FALDE ACQUIFERE

Imm 008

Il fracking avvelena l’acqua dice il cartello dell’uomo nella foto a lato. Senza entrare in dettagli tecnici è facile capire quanto possa essere invasiva, pericolosa e devastante questa tecnica ‘non convenzionale’ utilizzata soprattutto per estrarre il metano, gas non facilmente estraibile con le tecniche tradizionali a trivellazione verticale. Con il fracking, invece, i fluidi e le miscele chimiche vengono direzionate orizzontalmente e pompate ad una pressione tale da innescare microsismi che frantumano la roccia. Ma i rischi per l’uomo e per l’ambiente connessi a questa tecnica sono alti. Innanzi tutto la contaminazione delle falde acquifere, dell’aria e del terreno causata dal mix di agenti chimici e liquidi inquinanti utilizzati per spaccare, impermeabilizzare e tenere aperte le rocce.

I VELENI POMPATI
PER FRANTUMARE LE
ROCCE

Imm 009

In un rapporto dettagliato pubblicato e diffuso nel 2011 dalla Camera Usa, l’elenco delle sostanze presenti nei fluidi usati per la fessurizzazione meccanica sarebbe estremamente lungo e preoccupante (ben 17 pagine!). Tra le principali sostanze altamente nocive vi sono: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadeldeide, acido solforico, tiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrilamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldeide, di-2-etilesile e ftalati. Sono tutti agenti cancerogeni altamente tossici. Ma non mancano le sostanze radioattive come i vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, krypton, zinco, xenon e manganese. — Fonte: United States of Rappresentatives Committee on Energy and Commerce Minority Staff.

GAS SHALE E
TERREMOTO
A LOS ANGELES
(29 Marzo 2014)

Imm 010Pochi sicuramente hanno sentito o letto la notizia del terremoto che è avvenuto il 29 marzo 2014 a Los Angeles. Quello che è molto significativo è che il terremoto è avvenuto a una profondità di 2 Km come dice l'articolo che segue tratto dal Corriere della Sera:
Terremoti, scossa 5.1 in California, zona Los Angeles
Una scossa di magnitudo del grado 5,1 ha colpito la California con epicentro nella zona di Los Angeles (La Habra) verso le 5,20 (ora italiana). Ipocentro a 2 km. Successivamente si sono registrate ulteriori scosse. La più forte di magnitudo 4,8. Al momento non si registrano danni o vittime nonostante siano molte le scosse, tutte di magnitudine inferiore, registrate successivamente. Secondo l’Istituto Geological Survey degli Stati Uniti (Usgs) l’epicentro del sisma è stato registrato vicino a La Hambra, a circa 45 km a sud est del centro di Los Angeles.
La scossa, registrata ad una profondità minima (1,9 km) è stata avvertita in tutta la metropoli californiana, innescando anche gli allarmi delle auto in alcuni quartieri. La scossa di stanotte arriva dopo un’altra scossa di magnitudo 4.4 che si era registrata il 17 marzo scorso sempre a Los Angeles, con un epicentro a meno di 10 km dal quartiere Westwood, vicino a Hollywood. 29 marzo 2014 | 07:22. — http://www.corriere.it/esteri/14_ marzo _29/terremoti-scossa-51-california-zona-los-angeles-f4cd6e58-b707-11e3-ba7c 41adf96a3a3a.shtml.
Forse il lettore potrà chiedersi: se l’estrazione del gas shale causa terremoti, anche l’estrazione del petrolio potrebbe causare fenomeni sismici? Consideriamo l’articolo che segue pubblicato sempre sull’autorevole Corriere della Sera in data 11 aprile 2014

ESTRAZIONE PETROLIO = TERREMOTI

Imm 011Emilia Romagna, l’ipotesi del nesso tra sisma e petrolio

L’estrazione di petrolio nel giacimento di Cavone potrebbe aver scatenato il doppio terremoto che due anni fa ha colpito l’Emilia Romagna? Forse sì. A questa sconcertante conclusione è arrivato il comitato tecnico-scientifico Ichese, insediato presso il Ministero dello sviluppo economico nel maggio del 2012 proprio per rispondere a questa domanda. L’acronimo, infatti, sta per Commissione internazionale per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica in Emilia Romagna. 

L’OPERATO DEI
POLITICI ITALIANI

Il rapporto redatto dai sei membri, tre italiani e tre stranieri, è stato consegnato alla Protezione civile oltre un mese fa e quindi alla Regione, confermano al Corriere della sera le parti interessate. Se non è ancora stato pubblicato, ci dicono fonti del Ministero dello sviluppo economico e della Protezione civile, è perché un gruppo di lavoro sta effettuando gli opportuni approfondimenti. Diversa la versione fornita dalla rivista Science sul numero che esce oggi: il documento sarebbe rimasto in un cassetto per il timore espresso da politici di livello regionale e nazionale sulle possibili conseguenze politiche ed economiche delle rivelazioni.

GIACIMENTO A CAVONE
(Emilia Romagna)

Imm 012Secondo la rivista americana, che ha potuto leggerne in anteprima le conclusioni, gli esperti scartano l’ipotesi che ad accendere la miccia siano state le indagini invasive effettuate nel deposito di gas vicino al centro di Rivara. Il dito viene puntato invece su un altro sito di proprietà della Gas Plus (società che aspetta di leggere il rapporto ufficiale prima di esprimere la sua posizione). Si tratta del giacimento di Cavone, a venti chilometri dall’epi-centro della scossa del 20 maggio.
Di per sé i cambiamenti di pressione sulla crosta terrestre dovuti alla rimozione del greggio e all’iniezione di fluidi per facilitarne il flusso non sarebbero stati sufficienti per provocare la tragedia, sostiene il rapporto.

Imm 013Ma “non si può escludere” che la faglia fosse già vicina al punto di rottura e che l’attività estrattiva abbia funzionato da innesco per il primo evento sismico. Questo a sua volta avrebbe scatenato il secondo nove giorni più tardi, il 29 maggio. La correlazione tra la quantità crescente di petrolio estratto da Cavone a partire dall’aprile del 2011 e l’aumentata sismicità dell’area prima del 20 maggio 2012 costituirebbe un indizio, anche se per rafforzare la tesi di un legame causale bisognerebbe sviluppare un modello fisico che tenga conto della dinamica nel serbatoio e nelle rocce circostanti.
La commissione nata su richiesta del Presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani ha lavorato per mesi in sordina senza contatti diretti con il pubblico né con la stampa. Si è riunita diverse volte a Roma e ha eseguito sopralluoghi nell’area colpita dal terremoto e negli impianti di Cavone. “Il rapporto finale raccomanda ulteriori monitoraggi delle attività e predispone delle linee guida che saranno pubblicate a breve”, ci dice Franco Terlizzese, membro del comitato e direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo.
E’ già accaduto in altri paesi che degli studi suggerissero un legame fra attività umane ed eventi sismici. I tre forti terremoti del 2011 in Oklahoma, ad esempio, potrebbero essere stati innescati dal pompaggio di acqua in un pozzo svuotato. Ma il caso italiano è più incandescente per l’elevato numero delle vittime, ventisette, che non avrebbe precedenti per un sisma indotto dall’uomo. (Pubblicato sul Corriere della sera l’11 aprile 2014)” — http://lostingalapagos.corriere.it/2014/04/12/emilia-romagna-quei-dubbi-sul-nesso-tra-sisma-e-petrolio/.

IL SOLE 24 OREdel 27 Agosto 2013
Relazione Fra Gas Shale e Terremoti

Imm 014Articolo de Il Sole 24 ore in data 27/8/2013 sulla relazione fra estrazione di gas shale e terremoti:
Shale gas, studio Usa: «L'estrazione prolungata causa terremoti» 27 agosto 2013
L'America di Barack Obama sogna di sostituirlo al petrolio per segnare «un nuovo secolo americano» . E persino la chiesa d'Inghilterra vi vede una possibile via per la salvezza (dal caro bolletta). Eppure, lo shale gas – l'energia che si ottiene dalle argille iniettando acqua ad alta pressione - è prima di tutto l'energia della discordia.
Non solo gli ambientalisti di tutto il mondo l'attaccano, da sempre, definendo il "fracking" devastante per l'ambiente. Ora ci si mettono anche gli scienziati, lanciando l'allarme su una possibile correlazione tra estrazione di shale gas e terremoti. A dirlo è uno studio che sarà pubblicato sulla rivista «Earth and planetary science letters», anticipato dal «Wall street Journal».
Secondo gli autori, la grande quantità di shale gas estratta nel sud del Texas dal giacimento dell'area denominata «Eagle Ford shale» sarebbe la causa di un'ondata di piccoli terremoti registrati nella zona.
Il motivo è dovuto al metodo di produzione, che prevede perforazioni della roccia verticali e orizzontali e frantumazioni idrauliche (fracking). Dopo l'estrazione del gas e il suo progressivo esaurimento, dicono gli studiosi, i liquidi (gas e acqua) presenti nelle rocce limitrofe si stabilizzano, innescando una serie di piccole scosse che sono spesso troppo deboli per essere avvertite in superficie. Ma non per questo meno dannose, sul lungo periodo. Lo studio però non fornisce prove, se non nella forma di connessioni indirette. A cominciare dai piccoli terremoti che sono stati regolarmente registrati, fin dal 1970, nei pressi della cittadina di Fashing, in Texas, non lontana da un centro di estrazione di shale gas.
In passato altri studi hanno collegato l'attività svolta nei pozzi con un aumento dell'attività sismica: tra questi il rapporto «US Geological Survey 2012». Ma quello che sarà pubblicato sulla «Earth and planetary science letters» è il primo a mettere a correlare l'aumento di terremoti con l'esaurimento dei giacimenti. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-27/shale-studio-estrazione-prolungata-135738.shtml?uuid=AbJakoQI.

IL SOLE 24 ORE del 8 Agosto 2013
SCONTRO USA - RUSSIA

La produzione del gas shale da parte degli Stati Uniti d’America potrebbe innescare una grave crisi politica e non solo politica fra gli Usa e la Russia, come ha osservato l’articolo che segue pubblicato sempre su Il Sole 24 ore:
Shale gas, l'energia della discordia di Vittorio Emanuele Parsi - 8 agosto 2013
L'annullamento da parte della Casa Bianca del summit con Vladimir Putin esprime nella maniera più netta l'irritazione di Barack Obama per la decisione del Cremlino di concedere asilo (sia pure temporaneo) a Edward Snowden, tecnico Cia autore di rivelazioni imbarazzanti. Vedere qualcuno che le autorità americane considerano un funzionario infedele, se non un vero e proprio traditore, trattato dai russi come un perseguitato per delitti di opinione ha fatto infuriare il presidente Obama, che intervenendo a una trasmissione tv ha affermato di «non avere pazienza verso quei Paesi che trattano gay, lesbiche e transgender in maniera intimidatoria o minacciosa». Tanto per ricordare la differenza in termini diritti civili e libertà individuali tra i due regimi … Ed è facile immaginare che Putin, ex colonnello del Kgb, si debba essere divertito parecchio a recitare il ruolo del difensore dei diritti umani violati dall'arrogante superpotenza imperiale: una bella soddisfazione per lui questa inversione delle parti, non c'è che dire.
La Casa Bianca ha tenuto a precisare che il presidente parteciperà al G20, in programma a San Pietroburgo tra il 5 e l'8 settembre (ci mancherebbe altro): ma c'è da scommettere che quanto accaduto in questi giorni non rappresenti un buon viatico per quel riavvicinamento russo-americano al quale, al suo esordio, Obama sembrava tenere parecchio. Ricordate l'allora segretario di Stato Hillary Clinton quando, in un siparietto ad uso della stampa internazionale durante il suo primo incontro col ministro degli Esteri russo, schiacciava un grande «restart botton», a significare l'avvio di una nuova era - definitivamente post-postsovietica - nelle relazioni tra Washington e Mosca? Sembrano passati secoli. E in realtà i rapporti tra le due superpotenze sono peggiorati a partire dalla guerra di Libia, quando gli americani e i loro alleati trasformarono la no fly zone sui cieli libici in una licenza per eliminare Gheddafi e il suo regime. Ed è ancora la sorte di un altro regime arabo, quello siriano di Afez al Assad, ad aver esasperato la tensione tra Russia e America, con la seconda troppo incline credere che la prima si rassegnasse a considerarsi un muto spettatore di una partita giocata da altri.
Imm 015
A lato: Un carro armato statunitense Abraham M1A2
Altro che collaborazione russo-americana per garantire la governance multilaterale di un mondo avviato al multipolarismo: gli sviluppi di questi ultimi anni prospettano semmai la possibile riedizione della sfida che ha dominato la seconda metà del '900, sia pure con altri mezzi, ma sempre e comunque allo scopo di proiettare influenza sull'intero sistema. La Russia post-sovietica, in particolare da quando al comando siede Putin, non ha mai fatto mistero di aver sostituito alle risorse ideologiche quelle energetiche.
Che si tratti di tessere relazioni con la Cina o di tenere agganciate le nuove repubbliche centroasiatiche o caucasiche, o di esercitare pressioni sugli Stati europei (dalla Polonia alla Germania, dalla Francia all'Italia), le forniture di gas e petrolio rappresentano una carta importante tra le (poche) a disposizione del Cremlino. Negli anni, con questo dato di fatto a Washington hanno dovuto imparare a fare i conti, perché se l'America vanta un potere militare, culturale ed economico ben superiore alla Russia, quest'ultima non ha mai dovuto temere che gli Stati Uniti potessero competere con lei nel ruolo di provider di energia ai propri alleati. Finora.
Le cose però potrebbero presto iniziare a cambiare , se attraverso lo shale gas l'America dovesse tornare a essere quel grosso produttore ed esportatore di energia che era stato fino agli anni 40 del secolo scorso. Un'America energeticamente indipendente potrebbe essere forse tentata da forme di neo-isolazionismo; ma un'America in grado di provvedere ai propri alleati non solo protezione militare e un grande mercato comune, ma anche energia abbondante e a costi contenuti potrebbe essere soggetta alla tentazione opposta: quella cioè di riaffermare la leadership globale, rintuzzando i tentativi russi di riacquisire influenza in Europa attraverso la ragnatela dei tubi di Gazpron. Saranno i prossimi anni a dirci quale piega prenderanno gli eventi e se il ruolo dello shale gas segnerà un «nuovo secolo americano», tanto quanto l'importanza del petrolio aveva contraddistinto il «vecchio». http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-08-08/shale-energia-discordia075545.shtml?uuid=AbjpQMLI.

RAI 3 – PROGRAMMA REPORT
del 12 Maggio 2014 SHALE CAOS



Imm 016Ecco un altro interessante documento che illustra i rischi connessi con l’estrazione dello shale gas:
Shale caos
Durata:00:57:57
Andato in onda:12/05/2014
Di Roberto Pozzan. Quale sarà il futuro dell’approvvigionamento energetico del nostro paese e dell’Europa? Possiamo continuare a basarlo sulle energie fossili o ci sono nuove frontiere per l’estrazione di gas e petrolio che possono essere percorribili come alcuni credono? Per capire meglio abbiamo fatto un viaggio tra gli stati di New York, Pennsylvania e Texas. Siamo stati nei luoghi dove si sta praticando l’estrazione dello shale gas, attraverso la pratica del fracking, la frantumazione del sottosuolo attraverso pressioni e solventi chimici. Una tecnica che consente di estrarre il gas e il petrolio intrappolati tra le rocce. Con conseguenze per gli abitanti che dai loro rubinetti vedono uscire acqua puzzolente che s’incendia a causa del metano che a seguito delle frantumazioni è penetrato nella falda acquifera.
Ma è questo il futuro che ci aspetta? Abbiamo incontrato gli esperti delle più importanti università americane che ci hanno rivelato i limiti e pericoli ambientali del fracking ma anche gli inconvenienti economici di quello che viene presentato come il nuovo “rinascimento energetico” d’oltre oceano. Ma l’aspetto più inquietante è che alcuni autorevoli studi proverebbero una correlazione tra l’estrazione dello shale gas e i terremoti. Eppure il fracking sta prendendo piede sempre di più, e ora rischia di attecchire anche in Europa.
In Inghilterra il governo Cameron sta investendo per l’estrazione dello shale gas. E qualcuno vorrebbe pure estrarlo nella pianura padana. Alla luce delle informazioni disponibili, si può capire se esiste una correlazione fra il terremoto in Emilia Romagna e le pratiche di estrazione? E soprattutto lo stoccaggio di idrocarburi nelle zone altamente sismiche del nostro paese, è ancora praticabili alla luce delle nuove scoperte sulla relazione tra estrazione e iniezione di fluidi nel sottosuolo e sismicità? E cosa sa la nostra classe dirigente di questi temi? E’ informata al punto tale da poter decidere per il meglio? http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4d3b88f2-8a75-4ca7-8144-5362a2e60632.html .

TRASCRIZIONE dello SPECIALE di
REPORT di
RAI 3 del 12.05.2014

Imm 017Ecco la trascrizione dello speciale di Reporter andato in onda su RAI 3 in data lunedì 12/5/2014:
“SHALE CAOS” di Roberto Pozzan
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO
Il 20 e 29/5/2012, due terremoti di magnitudo 5.9 e 5.8 della scala Richter provocano 47 vittime e danni valutati per oltre 13 miliardi di euro in Emilia Romagna. Il sospetto che a causare il sisma sia stata una attività umana, comincia a serpeggiare. Il dito puntato finirà su Cavone. Un importante gruppo politico pretende un’inchiesta. L’11/12/2012, 7 mesi dopo, viene istituita una commissione internazionale che studi il caso.
Per più di un anno silenzio completo fino a quando l’11/4/2014 la rivista americana “Science” pubblica un articolo intitolato “l’attività umana può aver innescato il disastroso terremoto italiano”. L’articolo è basato su una fuga di notizie legata al rapporto della commissione che giaceva in Regione da quasi 2 mesi.

Imm 018
ROBERTO POZZAN
La correlazione articolo di Science, articolo internazionale, è troppo evidente, non può essere un caso. Cioè: le mie autorità non mi tengono informato di quello che succede.
PAOLA GAZZOLO – ASSESSORE SICUREZZA TERRITORIALE EMILIA ROMAGNA
Ha ragione. Infatti il presidente, devo dire, che il presidente Vasco Errani, da questo punto di vista, ha voluto anche chiedere scusa nel metodo se questo ha generato questa perplessità.
Su una parte, in particolare sulla parte riferita a un singolo impianto, l’impianto di Cavone, che è sito nel comune di Novi – la concessione Mirandola che abbraccia tre comuni - il rapporto inserisce una formulazione, una formulazione, io gliela cito letteralmente insomma, “non si può confermare ma neanche escludere, che ci sia una correlazione Imm 019fra terremoto innescato e trivellazioni”.
ROBERTO POZZAN
Ma in questa sperimentazione avete quantificato la quantità di petrolio che continueranno a estrarre?
PAOLA GAZZOLO – ASSESSORE SICUREZZA TERRITORIALE EMILIA ROMAGNA
Guardi, in questi giorni abbiamo steso l’accordo che lei trova pubblicato sul sito.
ROBERTO POZZAN
Ma estrarranno più o meno di prima?
PAOLA GAZZOLO – ASSESSORE SICUREZZA TERRITORIALE EMILIA ROMAGNA
Beh, sicuramente meno. È ovvio.
Imm 020ROBERTO POZZAN
Questo è sicuro?
PAOLA GAZZOLO – ASSESSORE SICUREZZA TERRITORIALE EMILIA ROMAGNA
Io direi proprio di sì e lo andremo a vedere, mah ...
MILENA GABANELLI IN STUDIO
La commissione internazionale ha stabilito che non si può confermare ma nemmeno escludere che estrarre e iniettare fluidi abbia scatenato terremoti in Emilia Romagna. Nel dubbio si va avanti a estrarre.
Noi sappiamo che sotto le Alpi e le Prealpi ci sono faglie attive, e quindi presto o tardi sarebbe successo, l’attività umana può averlo anticipato, di sicuro ha anticipato il disastro con i permessi delinquenziali dati per costruire in quel modo.

Intanto la direzione in Italia è quella di raddoppiare la produzione di gas e petrolio nazionale. Con tecnologie più sicure? Non lo
Imm 021sappiamo perché il mondo si divide in due: quelli che abbracciano gli alberi e quelli che dicono che è tutto a posto.
Intanto nell’adriatico la Crosco ha dichiarato di aver fatto la perforazione più profonda d‘Europa a 7.300 metri, tutto quello che sappiamo è che, al contrario di quello che avviene nel mare del nord da noi si possono buttare giù acidi e fanghi diesel, se poi i pesci muoiono è un problema dei pescatori.
Intanto nel mondo la nuova frontiera si chiama fracking, che vuol dire frantumazione violenta della roccia alla ricerca dello shale gas. I primi ad estrarlo sono stati gli americani, sono gli americani. Quindi andiamo a vedere che cos’è e come funziona in casa loro. Roberto Pozzan …
DONNA
È imprevedibile, ma a volte il metano esce con l’acqua. Guardate! [vedi foto a lato]
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO
Siamo in America, negli ultimi anni in queste case, quando aprono il Imm 022rubinetto, l’acqua si incendia. Gli esperti chiamano il fenomeno “migrazione del metano”. Sotto a queste case, si estrae lo “shale gas”.
ROBERTO POZZAN
Ma quanti camion ci vogliono per organizzare un pozzo?
MARC W. McCORD – DIRETTORE FRACDALLAS
Per fare un solo pozzo ci vogliono dai 2000 ai 2500 gradi camion pesanti che portino i materiali. Dentro quei serbatoi si conserva l’acqua inquinata che risale col gas. Di fianco vedete due colonnine dei disidratatori? Quelle separano l’acido solfidrico e l’umidità.
Dall’altra parte, dietro c’è la stazione di compressione: ce ne è una ogni 70 miglia per spingere il gas verso i consumatori. Lì viene purificato dalle sostanze corrosive che potrebbero far collassare il gasdotto, cosa che è successa il 9 settembre 2010 a San Bruno, California.

Imm 023
IMMAGINI CBS 5, NEWS CHANNEL DEL 9 SETTEMBRE 2010
Un metanodotto è esploso e ha ammazzato 8 persone, ferite 58, distrutto 38 case e danneggiate altre 100.
BARACK OBAMA – DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE 2012
Abbiamo riserve di gas naturale che possono fornire all’America 100 anni di sufficienza energetica. E la mia amministrazione prenderà tutte le azioni necessarie perché questa fonte di energia venga sfruttata al massimo con massima attenzione alla sicurezza dei cittadini. Gli esperti dicono che così si potranno creare 600 mila nuovi posti di lavoro per il 2020. Ma richiedo a tutte le compagnie energetiche che perforano terreni pubblici di rivelare i prodotti chimici utilizzati.
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO
Banche di investimento e borsa, dopo la crisi, si rianimano e festeggiano. Finanziano l’avventura dello shale gas. I problemi ambientali saranno risolti dopo.
VERA SCROGGINS - GIORNALISTA
Ecco quello che vedremo accanto alle nostre case, di fronte alle nostre case; alcuni ce li hanno addirittura a 90 metri da casa.
ROBERTO POZZAN
Quanti pozzi ci sono?
VERA SCROGGINS - GIORNALISTA
A dicembre c’erano 160 pozzi. Alcuni collocati da entrambi i lati in questa zona residenziale. È cambiata l’acqua, il colore, l’odore. Dentro c’è finito del metano ed è diventata effervescente.
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO
Leonardo Maugeri, fino al 2011 Direttore Strategie e Sviluppo di Eni, oggi è consulente per l’energia dell’amministrazione Obama. Maugeri è uno dei massimi esperti di gas e petrolio al mondo. È quello che potremmo definire un “petroliere illuminato”.
Imm 024LEONARDO MAUGERI – EX ENI - HARVARD UNIVERSITY
Se noi vogliamo un futuro sostenibile, dobbiamo guardare a un futuro in cui si integrano più fonti di energia e si interviene pesantemente sull’abbattimento ambientale dei danni. Ripeto che l’industria petrolifera ha fatto pochissimo per rendere il petrolio più verde. Si può rendere il petrolio più verde; ha dei costi, ma se non si lavora in termini di ricerca scientifica e tecnologica e di innovazioni tecnologiche, prima o poi si avranno dei conflitti con le popolazioni che vivono a ridosso delle attività petrolifere, enormi.
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO
Ma come si estrae lo shale gas? La tecnica si chiama fracking e le aziende la spiegano così.
Imm 025
RIDUZIONE DA VIDEO CHESAPEAKE ENERGY

Si perfora il terreno sopra il bacino e il tubo di acciaio introdotto viene isolato dalla roccia circostante con cemento, per proteggere l’acqua del terreno e mantenere l’integrità del pozzo. A questo punto, con nuovi strumenti, inizia la perforazione orizzontale che penetra nella formazione dello scisto. La parte orizzontale del pozzo viene perforata con piccole cariche esplosive; poi l’acqua, con una piccola porzione di sostanze chimiche e sabbia o microsfere di ceramica, viene pompata dai compressori ad alta pressione nel tubo e questa frattura la roccia circostante. Poi viene applicata una barriera in modo che il gas rimanga intrappolato. E il processo viene ripetuto ogni 20 metri in tutto il braccio orizzontale del pozzo. Alla fine, tutti i fluidi utilizzati vengono recuperati e riciclati secondo la legge.


BARBARA ARRINDELL – DIRETTORE CITTADINI DI DAMASCO PER LA SOSTENIBILITÀ

Questa è l’Upper River Valley che sta dentro il parco nazionale di Yellowstone. Questa foto è stata scattata nel 1986 e, come si può vedere, non c’erano piattaforme. Nel ’99 vede quante ce ne sono? Grandi da uno a due ettari. Andiamo avanti: questa foto è del 2006. Vede quante?

ROBERTO POZZAN

Come siete riusciti a fermarli in questa contea?

BARBARA ARRINDELL – DIRETTORE CITTADINI DI DAMASCO PER LA SOSTENIBILITÀ

Le persone hanno capito che la loro casa e il loro futuro, erano in pericolo. E per difendersi si sono organizzati in gruppi.

GREG SWARTZ – COLTIVATORE BIOLOGICO

Queste sono le prime piantine di cavoli di Bruxelles.

ANNIS KOWALCHUCK – COLTIVATRICE BIOLOGICO

Vendiamo i nostri prodotti ai mercati, ai ristoranti.

ROBERTO POZZAN

Adesso però hanno smesso di trivellare, dunque non c’è più ragione di preoccuparsi.

ANNIS KOWALCHUCK – COLTIVATRICE BIOLOGICO

E invece c’è da preoccuparsi, perché sappiamo che non è una cosa definitiva. Stanno solo aspettando.

GREG SWARTZ – COLTIVATORE BIOLOGICO

È una vera e propria guerra tra l’industria dell’estrazione del gas e tutte le altre attività che si svolgono su questo territorio.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

I coltivatori biologici sotto attacco hanno ottenuto la moratoria. Nella contea confinante le regole sono diverse e da questa animazione possiamo vedere i nuovi pozzi che spuntano ogni tre mesi. Ciascuno di questi puntini colorati indica la presenza di più pozzi su una stessa piattaforma.

LEONARDO MAUGERI – EX ENI – HARVARD UNIVERSITY

Un pozzo di shale, dopo un anno di produzione, ha già esaurito il 50% di quello che può darle. Quindi, lei per continuare a tener viva la produzione di shale, sia di shale gas o di shale oil, deve perforare di continuo. È come una groviera, no? Deve fare un pozzo; una volta che quel pozzo ha dato il massimo che poteva dare, quindi lei mette una pompa e passa a trivellare subito da un’altra parte e poi passa a trivellare da un’altra parte e poi a trivellare da un’altra parte. Quindi quello che lei ha è un’intensità di perforazione sconosciuta al resto del mondo.

VERA SCROGGINS - GIORNALISTA

La vedete quella ciminiera bianca con quella ventola sopra? È stata messa per depurare l’acqua dal metano. Se ce ne è troppo, c’è rischio di esplosione. Qua dentro c’è il serbatoio di plastica per l’acqua. Contiene fino a 1500 litri. Questa preghiera degli indiani creek dice: “Quando avrete contaminato tutto, tagliato ogni albero e avvelenato ogni cosa e l’ultimo pesce sarà andato, vi accorgerete che i soldi non sono commestibili”.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Thomas Meagher III è l’avvocato che ha seguito la stipula dei contratti tra i cittadini di Montrose e l’industria del gas, perché in America, chi possiede un terreno, possiede anche il gas, il petrolio e minerali che ci stanno sotto e così può affittarli per l’estrazione.

Imm 026

THOMAS F. MEAGHER III – AVVOCATO

Anche oggi è possibile tracciare una linea di confine attorno alla propria proprietà e dire “io non voglio trivellazioni, andatevene”. Ma dovrai sopportare comunque il passaggio dei camion per il trasporto del gas, dell’acqua e tutti i disagi che ne conseguono. Se leggevi il contratto di concessione nel 2007, capivi che ci trovavamo nella fase iniziale di un progetto da un miliardo di dollari di infrastrutture per lo sfruttamento del gas della zona. E il progetto andrà avanti per 20 o 30 anni. Prima offrivano meno di 500 dollari per lo sfruttamento di mezzo ettaro; tra il 2009 e il 2010, invece, c’è stato chi ha ottenuto anche 6 mila e 200 dollari.

ROBERTO POZZAN

E lei avrebbe dato in concessione la sua terra?

THOMAS F. MEAGHER III - AVVOCATO

Mia moglie gestisce la fattoria, lei è una contadina, ha la passione della terra, da una parte c’era questa opportunità economica, dall’altra c’era l’agricoltura. Si è chiesta: “sarà possibile conciliare le due cose?”. E dopo averci pensato a lungo ha deciso che era possibile e come lei molti altri proprietari in questa contea sono giunti alla stessa conclusione e hanno ceduto. Giusto o sbagliato che fosse. E magari un giorno lei, Vera, girerà per la contea a fargli notare che hanno sbagliato e loro ammetteranno che aveva ragione.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Questa famiglia ha affittato il terreno alla compagnia, ma non è andata proprio come speravano.

UOMO

Una mattina ci siamo svegliati e usciva acqua grigia. Puzzava come urina di topo. Sono venuti a analizzarla, c’era il 97, 98% di metano dentro quell’acqua.

VERA SCROGGINS - GIORNALISTA

Oltre a tutto il resto.

UOMO

Esatto, oltre a tutto il resto. Poi hanno detto che la nostra terra era stata tutta contaminata da queste compagnie di estrazione del gas.

ROBERTO POZZAN

Ma per un po’ ve l’hanno portata loro l’acqua?

UOMO

Sì, ci hanno portato l’acqua tutti i giorni per circa un anno. Adesso invece tocca a noi procurarcela.

ROBERTO POZZAN

Quindi quale è stato il vantaggio per te nell’aver affittato il terreno?

UOMO

Fosse stato per me non l’avrei mai fatto.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

E’ difficile per un cittadino dimostrare in tribunale che malattie, danni o inquinamento dell’acqua, siano causati dalle perforazioni. Nessuno può pagare periti all’altezza di quelli schierati dai colossi di olio e gas, per cui spesso si va a un accordo economico che include il silenzio stampa.

ROBERTO POZZAN

Ma hanno avuto qualche risarcimento?

VERA SCROGGINS – GIORNALISTA

Sì, dopo 4 anni di causa giudiziaria. Sono riusciti a ottenere un piccolo indennizzo, ma hanno l’obbligo alla riservatezza, che vuol dire divieto di parlare del caso. Né di dire niente riguardo la compagnia di perforazione. Altrimenti perdi l’indennizzo.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Tre mesi dopo questa intervista, il 22 aprile 2014, un tribunale Texano per la prima volta ha condannato una piccola compagnia petrolifera a risarcire con 3 milioni di dollari una famiglia proprio in questa zona. La condanna viene inflitta da una giuria popolare, per danni alla salute, causati “oltre ogni ragionevole dubbio” dai liquidi del fracking e diventa così un formidabile precedente per i 15 milioni di americani che vivono entro un miglio dalle perforazioni. Alla Cornell University di NY, il Professor Antony Ingraffea sperimenta dagli anni ‘80 la frantumazione delle rocce.

ANTHONY R. INGRAFFEA – CORNELL UNIVERSITY

La gran parte del gas è contenuto all’interno di questo frammento. Un’altra parte la troviamo tra gli strati, e quello è il metano, immediatamente disponibile. Perché è facile ottenere quello che sta tra le stratificazioni di scisto, mentre è più difficile arrivare a quello contenuto all’interno dello scisto stesso. E dato che stiamo parlando di una perforazione orizzontale molto lunga, occorrerà un volume elevatissimo di fluidi per la fratturazione idraulica. Stiamo parlando di 30 o 40 milioni di litri. Poi quel pozzo, dove hai speso dai 5 ai 10 milioni di dollari, in 5 o 6 anni diverrà improduttivo.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

All’Accademia dei Lincei c’è tutto il mondo politico e non. L’occasione è l’opera prima del presidente uscente dell’Eni: “Nuove energie, le sfide per lo sviluppo dell’occidente”.

Imm 027ROBERTO POZZAN

Ma lei un’intervista non ce la dà per Report?

GIUSEPPE RECCHI – PRESIDENTE ENI [vedi foto 1]

No, no.

ROBERTO POZZAN

Complimenti. Perché no?

GIUSEPPE RECCHI – PRESIDENTE ENI

Perché non, adesso non è il momento di fare, non sono un tecnico dello shale gas, quello che dovevamo dire l’ha sentito ...

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Non è un tecnico ma ci ha scritto un libro, e a presentarlo c’è Giuliano Amato, che si improvvisa esperto.

GIULIANO AMATO – GIUDICE COSTITUZIONALE [vedi foto 2]

Noi pure ci avremmo un po’ di shale gas visto che è la carta del tempo, è lo shale gas che effettivamente, insomma, nel giro di tre anni gli Stati Uniti saranno Imm 028un Paese esportatore, ecco, cosa impensabile 15 anni fa.

ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Anche il presidente di Confindustria fa un intervento cruciale.

GIORGIO SQUINZI – PRESIDENTE CONFINDUSTRIA [vedi foto 3]

Sono convinto che vedremmo di nuovo gli Stati Uniti riprendere la leadership del mercato mondiale in generale proprio grazie a quello.

GIUSEPPE RECCHI – PRESIDENTE ENI

Oggi con la tecnologia, dove siamo arrivati con la tecnologia noi abbiamo davanti 180 anni di riserve di idrocarburi e ad oggi gli idrocarburi rappresentano ancora, diciamo l’80 per cento della modalità con cui si crea energia. Forse la risposta tra 180 anni sarà una nuova forma di shale gas, di quello che oggi si chiama shale gas, chissà cosa sarà.


Imm 029
ROBERTO POZZAN FUORI CAMPO

Quindi secondo l’expertise energetica del Presidente uscente Eni, oggi non esperto in telefoni, grazie alla nomina in Telecom, petrolio e gas di scisto sono pressoché inesauribili.

LEONARDO MAUGERI – EX ENI – HARVARD UNIVERSITY

Recentemente è venuta a trovarmi negli Stati Uniti la delegazione dell’Unione europea per capire il fenomeno dello shale, perché erano tutti entusiasti sullo shale e mi si son presentati come sedicenti esperti. Le garantisco che era una tragedia assoluta, non sapevano niente. Quindi quando gli ho detto: “guardate il problema dello shale è questa perforazione intensiva che non sarà, mai possibile in Europa, mai” sono rimasti con due occhi tanti e sono tornati indietro tutti delusi e tristi.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Quindi, la nostra visione sono 180 anni di fossile. Tutti sappiamo quali sono le conseguenze del fossile: i dati ufficiali, quelli non smentibili da nessuno: il 90 per cento dei 950 disastri naturali che si sono verificati nel 2010 sono inequivocabilmente collegati al surriscaldamento globale. Il gas tuttavia ha meno impatto, lo sappiamo, meno impatto sull’emissione di Co2, ma l’impatto ce l’ha sotto. E con la stessa tecnica si estrae anche il petrolio. Ed è una trivellazione senza fine proprio perché i pozzi si esauriscono in fretta. L’anno scorso negli Stati Uniti, solo nel 2012, sono stati aperti 45.000 nuovi pozzi. Una corsa all’oro che ha esaltato anche l’Europa e anche qualche italiano. Ora per indirizzare la politica, bisogna studiare bene, studiare bene chi questa esperienza ce l’ha, vasta e per il momento unica, che è quella americana appunto.

MARC W. McCORD – DIRETTORE FRACDALLAS

La sente la puzza? Questi ragazzi con questo odore ci vivono, lo sanno riconoscere bene perché ci crescono dentro.

RAGAZZO

Delle volte ti viene da starnutire, ti vengono attacchi di allergia, in tanti qui sono diventati allergici.

ROBERTO POZZAN

E chi si è arricchito con questi pozzi?

RAGAZZO

Il proprietario. Lui ha fatto tanti soldi.

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